Cronaca

Nue 112, anche un minuto può fare la differenza

Chi risponde al numero per le emergenze di Brescia si trova di fronte a situazioni drammatiche: la gestione deve essere immediata, come raccontano gli operatori
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

Una chiamata al 112 - Foto Pexels
Una chiamata al 112 - Foto Pexels

«I miei genitori stanno litigando. Aiuto, aiuto!». Roberto Paghera, da dieci anni al «Nue» 112 di Brescia, non dimenticherà mai le parole e le urla di quel ragazzo che aveva chiamato in preda alla disperazione. «Inserendomi fra le sue poche e terrificanti pause – racconta con la voce che tradisce ancora oggi tanta emozione – sono riuscito ad avere un indirizzo e a passare la chiamata, realizzando, in quei pochi attimi del passaggio, che il litigio si era evoluto in altro».

Nella sua esperienza da operatore tecnico, Paghera ha incontrato non poche situazioni drammatiche. E in questa come in altre «la gestione deve essere immediata per poter essere d’aiuto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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