Una brutta giornata. È andato tutto male. Questa negatività è solo tua o è conseguenza di come va il modo? Non te lo chiedi nemmeno, sei solo privo di forze. Fa un caldo assurdo e tu non ti senti fresco, banalmente in nessun senso. Sei posso e rinsecchito, dal punto di vista fisico e mentale. Se passi le giornate con l’aria condizionata hai il mal di testa, se non ce l’hai il mal di testa ti perseguita comunque. Che sia colpa del clima o della vita che fai fa poca differenza. Il problema sei tu e ne sei consapevole. Sei talmente distrutto che ti manca la forza non già per programmare una vacanza lontana, bensì solo per fare una gita di pochi chilometri alla ricerca di temporaneo svago.
Il bisogno di partire
Desideri andartene, ma non riesci nemmeno a stabilire una meta. A furia di girare a caso per aggiungere una tacca alla lista dei luoghi visti hai finito per confonderli tra loro. La volontà di viaggiare allo scopo di ampliare il tuo sedicente bagaglio culturale (uno zainetto) potresti trovarla. Forse, il problema, anche se ti infastidisce confessarlo, è che non hai i soldi.
Possibile che sia tutto diventato così caro e che la tua capacità d’acquisto sia crollata. Hai provato a raccontare che stai benone e non hai necessità di mutare coelum. Bugia, ne hai disperatamente bisogno. Hai difeso tale fanfaluca spacciandola per una tua scelta meditata. Non lo è, si tratta di un modo come un altro per tergiversare. D’altronde sai di essere un privilegiato e che esiste gente che non può permettersi una vacanza da nessuna parte. Niente luoghi esotici, niente paesi emergenti, niente mare, niente laghi. Rinunciare alla partenza per impegni lavorativi ha il senso che ha, dipende dal lavoro che fai.
Rinunciare perché non puoi permettertelo non è una scelta, è un dato di fatto, anche un po’ deprimente. È così e alla fine non sei nemmeno amareggiato. Sei rassegnato. Finisci per sperare non tanto in un atollo o in panorami impareggiabili: ti basta un prato verde sul cui sfondo sorge un piccolo incantevole edificio che in modo metaforico raccolga la tua aspirazione a fuga e meditazione. Se fa caldo non importa, è tua gioia rendere grazie alla sua inaspettata e confortante esistenza.
La pieve di Santa Cristina

Alla fine, per puro caso, t’imbatti nella piccola pieve dedicata a Santa Cristina di Bolsena, a Montichiari. Piccolo edificio sacro con tetto a capanna e mattoni a vista, appoggiato su un tenero prato. Non ha nulla oltre a se stesso e questo nulla è tutto.
È dedicato a una donna sopravvissuta a molti supplizi. Bruciata, annegata, immersa nell’olio bollente, gettata viva in una fornace, scaraventata in una fossa di serpenti velenosi, amputata e infine trafitta a morte da frecce. Ecco servito un luogo che ti salva con la sua mera presenza. Che, con semplici fili d’erba e austera pietra, ti fa capire in silenzio tutto ciò che, senza tuo merito, vive al tuo fianco.




