Si poteva fare meglio. Ci sono almeno 700mila motivi per pensarlo, tanti quanti i vaccini che oggi mancano all’appello. L’ammissione arriva direttamente dagli uffici di Regione Lombardia, dove ci si occupa dell’organizzazione della campagna vaccinale antinfluenzale.
Una campagna presentata come fondamentale e strategica in vista dell’inverno e di altre ondate della pandemia da Covid-19, perché essere vaccinati per l’influenza - spiegava in estate il ministro alla Salute, Roberto Speranza - consente, nel caso in cui si manifestassero sintomi compatibili col coronavirus, di avere una diagnosi più tempestiva e di «pesare» meno sul sistema sanitario. In un anno così importante, però, il percorso della campagna antinfluenzale in Lombardia non è stato netto. Anzi, più di una cosa è andata storta.




