Ci sono anche le «isole felici». C’è chi ha chiamato, armandosi di pazienza perché convinto di dover affrontare ore di attesa o di sentirsi rispondere «ci spiace, non c’è posto» ed è stato invece positivamente stupito con una pronta risposta con appuntamento incorporato. E poi c’è chi la pazienza l’ha persa, stanco di sentirsi rispondere dal proprio medico di base che «no, le dosi attese non ci sono». Oppure chi era convinto che quella prenotazione fosse una garanzia e si è trovato con un pugno di mosche in mano: appuntamento cancellato a data da destinarsi, a seconda di quando arriveranno le confezioni richieste.
Dunque, solo allora, si potrà rifissare sull’agenda l’appuntamento. È un’odissea mai vista e inedita - come mai vista e inedita è la «fame» di iniezioni di quest’anno nero, segnato dalla devastante e arrogante marcia del Coronavirus - quella delle vaccinazioni antinfluenzali. Un’odissea all’interno della quale la macchina organizzativa (composta da medici di medicina generale, Ats e Asst, che però non hanno la regia del coordinamento, che è tutta in capo alla Regione) si trova a doversi districare se non «alla giornata», di sicuro «alla settimana». E se finora l’sos approvvigionamenti aveva travolto principalmente farmacie e medici di base, ora - a cascata - pare essersi rivesato anche sulle strutture ospedaliere.




