Se gli eventi atmosferici estremi creano da sempre gravissimi danni alle coltivazioni, quest’anno il mondo agricolo si è trovato a fronteggiare una nuova devstante calamità, che sta mettendo in ginocchio tutto il sistema. «Rispetto all’estate del 2021 - conferma il presidente di Coldiretti Brescia Valter Giacomelli - tempeste e bufere hanno avuto un impatto probabilmente minore: a parte la tremenda alluvione di Niardo si sono registrate solo sporadiche grandinate. I danni subiti dalle coltivazioni sono stati però nettamente maggiori, a causa di una siccità devastante che tiene in ostaggio l’intera nostra provincia. E che alla fine penalizzerà Brescia provocando un danno quantificabile in almeno 500 milioni di euro di mancate produzioni agricole».
Gli effetti
«Non solo - prosegue il presidente Giacomelli -. Restano tutti da verificare e contabilizzare gli effetti negativi che questa terribile congiuntura avrà sul nostro comparto zootecnico: gli allevamenti, quest’inverno, risentiranno sicuramente della mancanza di foraggi che il settore agricolo non è stato in grado di produrre. Ed è probabile che qualche azienda deciderà di alleggerirsi del suo patrimonio zootecnico, mandando al macello anzitempo i capi».
Per l’agricoltura - paventa Giacomelli - è all’orizzonte «quella che io chiamo una tempesta perfetta. Oltre alla siccità, infatti, ci ritroviamo a far fronte all’aumento esponenziale dei costi dell’energia. Che non sono più sostenibili. Le bollette hanno subito un aumento medio del 300-400 per cento. Le aziende agricole stanno lavorando in perdita, perché questi costi impossibili da sostenere non sono bilanciati dai guadagni. A ciò si aggiunga il minor potere d’acquisto delle famiglie. È la ricetta per un disastro economico».
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