Dieci condanne e quattro assoluzioni. Pene complessive di 45 anni e quattro mesi. Ma cade l’aggravante del metodo mafioso.
Si è chiuso così il processo «I tre monelli», per estorsioni, ricettazioni e incendio.
La pena più alta è stata comminata per Massimo Sorrentino, 10 anni, proprietario della pizzeria da cui ha preso il nome l’inchiesta della Procura antimafia condannato per ricettazione, incendio e traffico di droga.
«Mi aspettavo l’assoluzione, ma ci vedremo in appello e poi in Cassazione» ha commentato Sorrentino lasciando il tribunale.



