Dunque si parte. La nuova organizzazione territoriale della Sanità nel Bresciano ha da oggi due punti fissi a Nave e Leno, strutture già operative che fanno da apripista. Assessore Letizia Moratti, due tasselli di un puzzle complesso. In sintesi: quali servizi?
Dopo il progetto pilota inaugurato a Milano, il via effettivo delle Case e degli ospedali di comunità parte proprio dal vostro territorio. Abbiamo già indicazioni positive e incoraggianti sulle strutture di Nave e Leno. In entrambe c'erano servizi «storici» che sono stati riorganizzati; altri, soprattutto quelli legati agli infermieri di famiglia, sono novità assoluta. In definitiva, i servizi offerti dalle due strutture sono già a regime, con il valore aggiunto che le due Asst sono pronte a captare eventuali nuove esigenze del territorio e a rimodulare le attività se necessario. So anche di progetti legati a sportelli di orientamento che vedono la collaborazione di Asst e Comuni.
In poche parole come definirebbe la «sua» riforma...
Vicina, accessibile, che abbracci più discipline e più professioni, dove viene valorizzato il lavoro di squadra. Il primo posto di cura dei nostri cittadini è sul territorio: vogliamo potenziare il campo delle cure domiciliari, palliative, disabilità e fascia di popolazione più anziana. Sarà una sanità accessibile non solo «fisicamente»: la pandemia ha evidenziato storie e situazioni di solitudine, tanti disagi e maggiori povertà. Servono risposte veloci e qualificate di prossimità.




