A non mostrare lo stato di agitazione ci provano tutti. Ma alla fine - all’ombra di una Loggia post-elettorale che ieri è stata meno «trafficata» rispetto al solito - neanche il sole aiuta a farsi animo e qualsiasi discorso sul più e sul meno ricade inevitabilmente sul passaggio che separa la vittoria di Laura Castelletti dal via del mandato amministrativo: il toto assessori.
Le telefonate (e i passaggi casuali davanti al portone del Palazzo, per spiare l’andirivieni) si rincorrono quasi in modo circolare per concludersi con uno sconforto che, in fondo, unisce tutti in un comune destino (diretti interessati in corsa e vertici di partito alla regia delle trattative politiche): nessuno sa nulla. Ciascuno sa però che non si tratta né di attendismo né di stallo (da qui lo stato di agitazione): semplicemente il sindaco sta facendo sedimentare gli stati d’animo, le pretese, le strategie. Sta intavolando rapporti a tu per tu, ma sta anche in realtà trattando per interposta persona, in punta di piedi, per evitare detonazioni improvvise e - soprattutto - non volute. Così facendo, nell’arco delle prossime 48 ore le nomine saranno fatte. In due passaggi: il primo, collegiale, prevede la definizione dei nomi che comporranno la squadra. Il secondo in solitaria: sulle deleghe, infatti, Castelletti intende decidere in totale autonomia, senza ulteriori giri di consultazioni con i rappresentanti di partiti e liste.




