Donne in politica: a Brescia siamo ancora fermi ai numeri delle «quote rosa»

Le amministratrici sono solo il 34% del totale: non siamo andati oltre ciò che è previsto per legge
La presenza di donne nei Consigli comunali è salita nel 2022 al 34% - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La presenza di donne nei Consigli comunali è salita nel 2022 al 34% - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Due leggi, di ormai una decina d’anni fa, hanno dato alla parità di genere in politica l’accelerazione iniziale. Poi, però, sembriamo essere entrati in una fase d’inerzia.

La normativa

Nel 2012 la legge sulle cosiddette «quote rosa» ha imposto che nei Comuni con più di 5mila abitanti nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi, e che nei Comuni sopra i 15mila abitanti vale la «doppia preferenza di genere», ovvero si può esprimere la preferenza a due candidati, a patto che siano di sesso diverso.

Nel 2014, poi, la legge Delrio ha stabilito che nelle giunte dei Comuni con più di 3mila abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento.

Nel Bresciano, e più in generale nel Nord Italia, la partecipazione femminile ha beneficiato delle nuove «regole», ma non siamo andati molto oltre i paletti fissati per decreto.

I numeri

 Analizzando l’anagrafe degli amministratori locali in carica che il Ministero dell’Interno aggiorna e pubblica ogni anno, si vede come il totale delle donne amministratrici nei comuni bresciani (dunque tutte le elette: consigliere, sindache e assessore) sia passato dal 19% del 2002 al 21,9% del 2012 fino al 34% del 2022, per effetto appunto della legge 215 del 2012. Le sindache erano il 7,3% del totale nel 2002, il 18,8% nel 2012 e il 15,7% nel 2022. Le assessore, per effetto della legge Delrio, sono passate dal 21% di venti anni fa al 42% di oggi.

L’aumento insomma c’è stato, ma non siamo andati molto oltre la soglia di un terzo di donne nei municipi bresciani, seppur con profonde differenze della geografia della provincia.

Ci sono Consigli comunali in cui la presenza femminile supera il 50% in maniera consistente, come a Pavone Mella, a Sarezzo e a Calcinato: in tutti e tre questi Comuni in cima alla classifica per numero di consiglieri donne sul totale, peraltro, la guida del municipio è affidata a una sindaca.

Per contro, a Monno, dopo le dimissioni un anno fa dell’assessora Nadia Ghensi, in consiglio e in giunta ci sono solo uomini. Poco diversa la situazione a Cigole, Gardone Riviera, Irma, Orzivecchi, Temù, Valvestino, Breno ed Edolo, dove in consiglio comunale siede solo una donna.

Età

Lo stesso vale per Zone, il paese col Consiglio più giovane di tutta la provincia: l’età media, infatti, è di 35 anni, stesso dato del 2012.

Eppure a livello provinciale, per quanto riguarda l’età dei consiglieri, indipendentemente dal genere, la media è cresciuta in dieci anni: è passata infatti dai 46,5 anni del 2012 ai 47,6 del 2022, con le donne in media più giovani dei colleghi maschi.

Che gli amministratori locali siano più su di età lo dimostra anche il focus sugli under 35: nel 2012 i sindaci con meno di 35 anni erano 20, nel 2022 solo 11; i consiglieri comunali sono invece passati dai 650 di dieci anni fa ai 559 del 2022, con percentuali sul totale passate dal 25 al 23,5%,

Istruzione

A non essere cambiato nell’ultimo decennio è invece il livello di istruzione: le donne nell’amministrazione locale bresciana sono più istruite dei colleghi maschi.

Nel 2022, infatti, le laureate erano il 34% del totale, contro il 24,5% dei laureati; nel 2012 la forbice era ancora più ampia, con il 39% delle amministratrici laureate contro il 27% degli amministratori. 

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