Il caro bollette sta mettendo in ginocchio anche le cento Rsa bresciane, le residente sanitarie che nella nostra provincia ospitano circa diecimila anziani. Le più piccole, come sta già accadendo in Veneto e in Piemonte, sono addirittura a rischio chiusura.
La drammaticità della situazione è spiegata in un documento di Arlea, associazione di livello regionale, che rappresenta e tutela gli erogatori socio sanitari, cui aderisce anche l’Unione provinciale istituti per anziani della nostra provincia. «Il recupero delle perdite accumulate dall’inizio dell’anno comporterebbe un incremento della quota giornaliera variabile dai 10 ai 20 euro al giorno che le famiglie non possono supportare o sopportate» si legge. Tradotto, significa che ogni famiglia, per l’assistenza al proprio caro nella Rsa, dovrebbe sborsare una ulteriore cifra che va dai 300 ai 600 euro al mese e che si sommerebbe alla retta media che va dai 1500 agli oltre duemila euro al mese per un posto letto accreditato per il quale le strutture ricevono un contributo per la quota sanitaria dalla Regione Lombardia.



