L’inchiesta sui veleni lasciati in eredità della Caffaro sopra e sotto il suolo, e sulla loro mancata bonifica, approda in Tribunale. Lo farà all’inizio della prossima primavera. In aula, per l’udienza preliminare in programma il 28 marzo, non ci saranno tutti gli imputati. Dei 13 tra manager, funzionari pubblici e persone giuridiche iscritti nel registro degli indagati ne mancheranno quattro.
Il procuratore aggiunto Silvio Bonfigli e il sostituto Donato Greco chiederanno di archiviare Daria Rossi, capo area del settore Ambiente del Comune di Brescia, Fabrizio Pea e Paolo Bettetto, liquidatori della Caffaro Chimica (ex Snia), e Csa l’azienda milanese specializzata in demolizioni industriali chiamata allo smantellamento degli impianti dismessi di via Nullo. La prima era accusata di aver colposamente omesso di ordinare alla Caffaro (ex Snia) il recupero dei rifiuti pericolosi del reparto cloro-soda. Mentre Pea e Bettetto erano stati indagati per il loro deposito incontrollato e l’omesso smaltimento.



