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Depuratore, il caso arriva in Europa e i Comuni fanno ricorso

L'eurodeputata dei Verdi Evi ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea, i sindaci del Chiese iniziano la battaglia legale
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DEPURATORE, SI PASSA AL RICORSO
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La battaglia contro il doppio depuratore del Garda alza il tiro. Mentre all’ombra del Broletto continua il presidio del Comitato 9 agosto, che contesta progetto e nomina del prefetto Attilio Visconti a commissario straordinario (sabato si è tenuta la manifestazione con mille persone, compresa una dozzina di sindaci), si moltiplicano interrogazioni e annunci di ricorsi. Il caso è approdato anche a Bruxelles.

L'interrogazione alla Commissione europea

L’eurodeputata dei Verdi Eleonora Evi ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea. Secondo Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, il progetto portato avanti sarebbe in contrasto con la direttiva europea 101 del 2014, in particolare con il «principio di prossimità». La scelta di Gavardo-Montichiari, per altro, non terrebbe conto della mozione Sarnico votata dal consiglio provinciale in base alla quale gli impianti vanno realizzati nei territori che vanno a servire, mozione che aveva portato a individuare l’ipotesi Lonato. «Calpestando le decisioni prese democraticamente dal Consiglio provinciale di Brescia, il commissario-prefetto ha promosso la costruzione di due depuratori a Gavardo e Montichiari - spiega Evi -. Si tratta di una decisione non solo in totale contrasto con la mozione approvata dal Consiglio provinciale, ma anche in violazione delle raccomandazioni europee sul principio di prossimità e in barba ad ogni considerazione di buon senso. I rifiuti dovrebbero essere trattati là dove vengono prodotti. In questo caso, i depuratori consortili devono essere costruiti nei comuni dove effettivamente si generano i reflui, non altrove».

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DEPURATORE, PRESIDIO A OLTRANZA

Evi mette nel mirino anche il costo del progetto, 230 milioni di euro per entrambe le sponde del lago. «Si tratta di una spesa enorme e ingiustificata» visto che, secondo l’eurodeputata, basterebbe «sostituire l’attuale sublacuale, soluzione che avrebbe un costo di 15 milioni di euro e tempi di intervento non superiori ai 18-24 mesi». Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore Fierro, portavoce di Europa Verde Brescia: «I reflui gardesani vanno depurati nel bacino del Garda, con scarico nel recettore naturale del Mincio». 

Il ricorso dei sindaci

I sindaci del Chiese, d’altro canto, sono pronti alla battaglia legale. Giovedì scorso i Comuni di Gavardo, Montichiari, Muscoline e Prevalle hanno dato mandato a un legale di predisporre il ricorso contro la nomina del commissario straordinario. I tempi sono stretti, ma l’obiettivo è riuscire a ottenere una sentenza di sospensiva entro il 22 settembre, data nella quale si chiuderà la raccolta delle osservazioni della Conferenza dei servizi. «Quel che noi contestiamo - spiega il sindaco di Gavardo Davide Comaglio - non è il commissario-prefetto, ma la sua nomina che non ha tenuto conto del percorso fatto. Per tre anni ci siamo confrontati e scontrati. La mozione Sarnico era riuscita a trovare una soluzione condivisa che avrebbe spento ogni polemica. Rispondeva al principio che i depuratori vanno realizzati nei territori che vanno a servire, come si è sempre fatto a Brescia. Invece si è ribaltato tutto da un giorno all’altro, solo perché a un ministro (Gelmini, ndr) non va bene». Anche la soluzione Lonato scarica in realtà nel Chiese. «Ma mentre con le ipotesi Gavardo-Montichiari non ci sono alternative - spiega Comaglio -, per la soluzione Lonato si potrebbe lavorare su altre soluzioni, già emerse, sfruttando i canali irrigui senza scaricare nel Chiese». Già, ma che fare ora? «Ci muoviamo su un doppio binario: entro il 22 presenteremo le osservazioni al progetto Gavardo-Montichiari; in parallelo porteremo avanti il ricorso. La speranza è che si possa tornare all’ipotesi Lonato».

Per il sindaco di Salò il progetto va bene così

Strada di cui non vuol sentir parlare il sindaco di Salò Gianpiero Cipani. «Questa vicenda si sta trascinando già da troppo tempo - spiega -. La scelta del commissario è ineccepibile e bisogna andare avanti. Il lago ha bisogno di un nuovo sistema di depurazione. E la soluzione migliore è quella del doppio impianto a Gavardo e Montichiari. Non lo dico io. Lo dicono i tecnici. Lo hanno certificato tre università, Brescia, Trento e Verona. Il ministero dell’Ambiente ha verificato che il Chiese è un recettore adatto. Non so cosa serva di più. Purtroppo - continua Cipani - assistiamo a un continuo ribaltamento della realtà. Territorio calpestato? La politica locale non ha saputo decidere. La mozione Sarnico? Ammette deroghe nel caso vi siano progetti ambientalmente, tecnicamente ed economicamente migliori, come nel nostro caso. Oggi ci sono le mamme del Chiese, domani avremmo avuto le zie di Lonato. La sublacuale? Se le sue condizioni fossero ottime perché Acque Bresciane spende milioni di euro l’anno per la sua manutenzione? E poi è un fattore di rischio che il ministero ci ha chiesto di eliminare stanziando 100 milioni. La verità è che in qualunque posto si sia ipotizzato il depuratore, ci sono sempre state proteste e comitati. Ma il Garda ha bisogno di questo progetto. Il lago è un bene di tutti. E va tutelato».

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