Da dieci giorni c'è un presidio in piazza Duomo contro il depuratore del Garda. Attivisti da tutta la provincia stanno protestando pacificamente, solo con la loro presenza, 24 ore su 24. E lo sanno: di notte, lì fuori, non potrebbero restare. Dalle 8 alle 22: questo è l’orario concesso loro per presenziare ed esprimere così il «no» appiccicato in rosso sugli striscioni che tanto infastidiscono le istituzioni: «Non rispettate il decoro urbano», è la contestazione. Ma le idee, la protesta, così come il pensiero, non si incarcerano dentro confini e, soprattutto, non scadono al calar della sera. E allora loro lì, accanto all’ingresso principale della Prefettura, ai margini di piazza Duomo, ci restano 24 ore su 24.
Ormai è stato scavalcato il decimo giorno (è da lunedì 9, Ferragosto incluso, che la manifestazione prosegue) e questa sera, stando ai permessi originari, avrebbero dovuto fare i bagagli. Avrebbero, perché il presidio permanente contro l’attuale progetto del depuratore del Garda - come già comunicato ufficialmente - resterà «a oltranza, almeno fino al 30 agosto». E poi? Poi raddoppierà: oltre alla «postazione cittadina», si ricalcherà l’esperienza sui territori dell’asta del Chiese. Di più: siccome «il meccanismo Brescia non ci ascolta - spiegano gli attivisti - chiediamo un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».




