La crescita di Montichiari prosegue. Ma rallenta. Nel 2021 la merce transitata dal D’Annunzio ha sfiorato le 40mila tonnellate. Ma l’incremento rispetto al 2020 è stato solo dello 0,9%. Va detto che l’anno in cui è esplosa la pandemia era stato particolarmente felice per lo scalo bresciano: bloccati a terra gli aerei passeggeri (nelle cui stive viaggia gran parte delle merci), l’attività cargo si era concentrata sul D’Annunzio; e tra lockdown e zone rosse era esploso l’e-commerce, che con Poste e Amazon ha uno snodo importante proprio all’aeroporto di Montichiari. Così nel 2020 le merci passate da Montichiari erano state pari a 39.234 tonnellate, facendo segnare un più 27,8% rispetto al 2019, a fronte di uno scenario nazionale pessimo (-23,7%).
Nel 2021 il settore si è in parte ripreso: a livello nazionale 80,7 milioni di passeggeri, meno della metà rispetto al 2019 (-58,2%), ma più 52,4% sul 2020; il traffico merci ha quasi recuperato i livelli pre-Covid attestandosi a 1 milione di tonnellate, -1,9% rispetto al 2019, +28,6% sul 2020. Malpensa si conferma l’hub merci nazionale: dallo scalo milanese è transitato quasi il 70% delle merci nazionali. Brescia, con 39.603 tonnellate, resta al quinto posto tra gli scali merci, dopo Malpensa, Roma, Bologna e Venezia. Massimo Roccasecca, amministratore delegato del D’Annunzio, vede il bicchiere mezzo pieno. «Il 2020 - spiega - è stato un anno eccezionale. Il confronto va fatto con il 2019 e rispetto ai numeri pre-pandemia la crescita è stata del 29%. Siamo quindi moderatamente soddisfatti, anche se nel 2022 vogliamo ricominciare a crescere in modo più significativo».



