Lo scalo di Montichiari è ormai un punto di riferimento nazionale nel trasporto merce. Nei primi nove mesi dell’anno le tonnellate transitate per il D’Annunzio sono cresciute del 10% rispetto al già ottimo 2020, spinto dal boom dell’e-commerce legato alla pandemia. Ma ora l’obiettivo è accelerare. Il terminal passeggeri è stato trasformato nel magazzino di Poste Italiane, la struttura è ormai pronta e, se non vi saranno intoppi, sarà operativa dal 22 novembre.Gli spazi ora affidati a Poste con il nuovo anno saranno sfruttati per nuove attività cargo. E a fine anno Dhl lascerà Orio per spostarsi a Malpensa ma parte dell’attività verrà dirottata su Montichiari.

Quest’anno si chiuderà con numeri simili. Nei primi 9 mesi la crescita sul 2020 è stata del 10,1%. Ma, visto l’anomalia del 2020, Roccasecca confronta i dati con il 2019, più 46,3%. La presenza di Poste al D’Annunzio è storica. Ma con l’esplosione dell’e-commerce e la partnership tra Poste e Amazon l’attività ha avuto un’impennata. Tanto che D’Annunzio e Poste lo scorso 1° agosto hanno raddoppiato il contratto triennale, passato da 6 a 12,9 milioni di euro. A Montichiari però mancano spazi per gestire la merce. Il Piano industriale al 2030 prevede la realizzazione di 4 nuovi magazzini per 50mila metri quadrati. Ma è fermo per le autorizzazioni al Ministero.«A noi gli spazi servono ora» spiegano i tecnici del D’Annunzio. Così, lo scorso giugno, sono partiti i lavori per trasformare il terminal passeggeri in un magazzino (trasformazione reversibile). In fondo a Montichiari l’ultimo volo passeggeri Ryanair risale al 2010. Restano i voli privati: nel 2019 si sono contati 46 passeggeri al giorno.


«La direzione è quella giusta - commenta il vicepresidente della Provincia Guido Galperti, neoconsigliere del D’Annunzio -. Il Piano di sviluppo è fermo, in attesa delle autorizzazioni. Ma lo scalo sta crescendo e bisogna dare risposte alla domanda degli operatori. Il D’Annunzio può essere una leva di sviluppo del territorio, ma ha bisogno di un’infrastrutturazione adeguata. Noi stiamo cercando di dare una mano».



