Sulla questione Wte, a un anno dall’esplosione del caso, è intervenuto anche il Comune di Quinzano che, attraverso una lettera indirizzata al procuratore a firma dell’avvocato penalista Rocco Curcio, ha chiesto «con assoluta urgenza e necessità la definizione delle indagini».
«Una questione di estremo rilievo e di interesse pubblico - spiega il legale -. Essendo il Comune di Quinzano parte offesa nel procedimento penale abbiamo voluto chiedere, tramite un documento scritto, la definizione delle indagini (chiusura ndr)». La Giunta Olivari, lo ricordiamo, alla luce di quanto emerso e delle indagini in corso, revocò l’autorizzazione integrata ambientale, ordinando la chiusura dello stabilimento all’interno del territorio comunale. Una decisione presa «a seguito delle inottemperanze accertate delle normative vigenti in materia di ambiente, ma anche alle prescrizioni Aia».
«Il fatto che non si sia ancora approdati all’udienza preliminare è francamente demoralizzante - questo l’intervento del sindaco Lorenzo Olivari -. Qui si tratta di fare chiarezza su danni ad ambiente e salute pubblica che hanno interessato oltre 30 comuni nel solo Bresciano, a cui aggiungere centinaia, forse migliaia, di segnalazioni per miasmi a Quinzano e restanti sedi aziendali.
Senza l’avvio di un processo, gli stessi enti locali sono costretti a stare alla finestra e all’orizzonte non ci sono grandi garanzie: da un lato, preoccupa il ricorso aziendale al fermo impiantistico con udienza del Tar al 13 luglio e, dall’altro, la rivendicazione di competenza ministeriale sulla legge regionale che ha inasprito i controlli sui gessi di defecazione. Credo che i cittadini meritino più rispetto».



