Ambiente

L’estate lunga dell’ozono: 30 giornate oltre soglia nel Bresciano

I dati di Arpa Lombardia tracciano il bilancio di una stagione critica per la qualità dell'aria in provincia: quasi raddoppiati i picchi rispetto al 2025
Giovanna Zenti

Giovanna Zenti

Giornalista

I picchi di ozono si registrano nella stagione estiva
I picchi di ozono si registrano nella stagione estiva

C’è una giornata che racconta meglio delle altre l’estate bresciana dell’ozono. È il 31 luglio: da Gambara a Darfo, da Lonato a Sarezzo, passando per Odolo e il Villaggio Sereno a Brescia, tutte e sei le centraline della provincia hanno superato quel giorno la soglia di informazione. Il valore più alto è stato raggiunto a Odolo, con 214 microgrammi per metro cubo.

Quello del 31 luglio è un picco, ma è l’intera stagione estiva, maggio compreso, a essere preoccupante. Nel 2026 i primi superamenti infatti sono comparsi già a maggio, per proseguire tra giugno e luglio, tornare in agosto, con la coda lunga di settembre. Le giornate in cui almeno una centralina bresciana ha oltrepassato i 180 microgrammi (la soglia di informazione stabilita per legge) sono state 30, contro le 18 registrate nello stesso periodo del 2025.

Il confronto, effettuato sui dati orari di Arpa Lombardia tra il primo gennaio e il 6 settembre dei due anni, mostra dunque una stagione critica più lunga e diffusa. Nel 2025 13 delle 18 giornate oltre soglia si erano concentrate in giugno, quest’anno gli episodi si sono distribuiti lungo quasi tutta la stagione calda.

Il picco provinciale è stato registrato l’8 luglio a Odolo, con 219,1 microgrammi per metro cubo. È leggermente inferiore al massimo del 2025 – i 221,6 raggiunti a Gambara il 13 giugno – ma rientra in un quadro complessivamente peggiore. La soglia di allarme, fissata a 240 microgrammi sulla media oraria, non è stata invece raggiunta.

Due soglie diverse

La soglia dei 180 microgrammi per metro cubo misura i picchi di concentrazioni e non è l’unico parametro da considerare: c’è anche la soglia dei 120 microgrammi.

Si calcola, a ogni ora, la media delle otto ore precedenti e viene poi considerata la più alta della giornata. Non dovrebbe essere superata per più di 25 giorni all’anno, calcolati come media su tre anni. I 58 superamenti del Villaggio Sereno nell’estate 2026 indicano quindi 58 giornate nelle quali almeno una media mobile di otto ore ha oltrepassato i 120 microgrammi. Non sono 58 ore e neppure 58 singole misurazioni.

Per i 180 microgrammi il calcolo è diverso: è sufficiente che la concentrazione media di una singola ora superi la soglia. È il livello previsto per gli episodi acuti. Quando viene oltrepassato, le autorità devono informare tempestivamente la popolazione, indicando i valori registrati, la durata prevista e le precauzioni da adottare, soprattutto per i soggetti più vulnerabili. Non esiste una soglia annuale da non superare: per ogni episodio sopra quota 180 scatta l’obbligo di informazione.

Dunque, i 120 microgrammi misurano la concentrazione nell’arco della giornata, mentre i 180 individuano i picchi orari. Una giornata può quindi superare la prima soglia senza raggiungere la seconda, oppure oltrepassarle entrambe.

La mappa della provincia

La geografia dell’ozono cambia da zona a zona. Lonato è la centralina che nel 2026 ha superato più spesso i picchi di 180 microgrammi: 21 giornate contro le 7 del 2025. Odolo detiene invece il picco dell’anno con 214 microgrammi. Gambara e Sarezzo contano ognuna 11 giornate oltre soglia, mentre Darfo scende da 5 a 3.

Il cambiamento più netto riguarda però il capoluogo. Al Villaggio Sereno si passa da nessuna giornata oltre i 180 microgrammi nel 2025 a cinque nel 2026 (con il massimo orario salito da 171,3 a 213,4 microgrammi), a cui si aggiungono i 58 giorni tra giugno e agosto e in cui è stata superata la media dei 120 microgrammi. Sui 237 giorni per i quali è disponibile un valore valido in entrambi gli anni, la media dei massimi quotidiani cresce da 82,3 a 104 microgrammi per metro cubo: è l’incremento maggiore fra le sei stazioni.

Come si forma

L’ozono è un inquinante secondario che non viene emesso direttamente da tubi di scarico e camini, ma si forma nell’atmosfera attraverso reazioni chimiche favorite dalla luce del Sole e dalle alte temperature, a partire da sostanze inquinanti che possono arrivare anche da aree lontane. Per questo le concentrazioni più alte si registrano in estate, non necessariamente nel centro urbano e il problema non può essere affrontato da un singolo Comune.

Rispetto ad altri inquinanti presenti nell’aria, come i più noti Pm10 o il Pm2.5, i suoi effetti sulla salute dell’uomo sono più contenuti. Sulla vegetazione, invece, l’impatto è maggiore: uno studio dell’Università Cattolica ha dimostrato come, una volta assorbito dalle foglie attraverso gli stomi, possa causare danni fisiologici e riduzioni di produttività agricola.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoDomani Lavoro 2026: la sfida di Brescia è attrarre il futuroDomani Lavoro 2026: la sfida di Brescia è attrarre il futuro

Dal 5 al 7 novembre al Brixia Forum torna l’evento per imprese, candidati e formazione, con focus su IA, nuove professioni e imprenditorialità