Al femminile

La passione unisex e senza tempo per la moto

Se le passioni muovono il mondo, quella per le due ruote è amplificata dal movimento e, per alcuni, diventa quasi uno stile di vita
Augusta Amolini

Augusta Amolini

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Una coppia in viaggio - Foto Unsplash
Una coppia in viaggio - Foto Unsplash

Il rombo di una motocicletta di grossa cilindrata fa sussultare Gianluca. Quando pensa alla Honda CBR 900 che ha venduto ancora si pente. Il sottile dispiacere che gli fa corrugare la fronte mi fa pensare a quanto le persone assomiglino alle loro passioni. La stessa cosa capita quando ci si innamora, non si sa perché succede, è così e basta.

Per molti maschi una delle passioni più totalizzante è quella per la motocicletta, forse perché in qualche modo è fortemente connessa al desiderio indomabile della libertà. Negli anni ’70 la più famosa era quella di Lucio Battisti, una «Motocicletta, 10 HP, tutta cromata». Ogni ragazza avrebbe fatto volentieri un giro e gli avrebbe detto: «Sì». Tutte sentivano un forte desiderio di indipendenza, ma di nascosto sognavano un uomo disposto a rinunciare alla sua moto pur di stare con loro.

Due ruote e un casco rappresentano ancora una conquista, paragonabile alla concessione delle chiavi di casa o al permesso di dormire fuori. Oggi il senso di autonomia inizia prima dei quindici anni e le richieste si orientano più verso le fatbike, le bici elettriche con grosse ruote, in attesa dell’automobile.

Se le passioni muovono il mondo, quella per la moto è amplificata dal movimento. La voglia di vedere laghi o pianori solitari, attraversare boschi o percorrere tangenziali con il vento sulla faccia, resta. La moto, per alcuni, diventa quasi uno stile di vita. Ci sono regole di solidarietà e un linguaggio preciso che distinguono il mondo dei centauri. Fra loro si riconoscono, si salutano alzando l’indice e il medio in una sorta di segno di vittoria. Chi mai direbbe che sono selettivi e si diversificano in base ai modelli o alla cilindrata?

In sella alla loro moto, fasciati da tute in pelle con i classici loghi in vista, la libertà diventa un must, uno sfizio a cui è difficile rinunciare. Nel corso degli anni, moto e scooter hanno conquistato anche l’universo femminile. Sono tante le donne riunite in club, che guidano con sicurezza e abilità, anche in situazioni impegnative.

Passa il tempo, e la moto – come la Vespa di Vacanze romane – continua a essere un mezzo di trasporto iconico. A fare la differenza non è il genere o lo stile di chi guida, ma il rispetto per le regole stradali e l’attenzione dei limiti imposti a tutela della sicurezza dei motociclisti, e degli altri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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