Al femminile

Un salvadanaio per riuscire ad andare in vacanza

Negli anni Cinquanta e Sessanta era merito delle donne, piccole formichine del risparmio, se le famiglie potevano partire per le ferie
Una vecchia cartolina
Una vecchia cartolina
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In estate non si indovina la partenza neanche a pianificarla con l’intelligenza artificiale. Le autostrade sono sempre intasate e c’è chi addossa la seccatura dei rallentamenti al turismo di massa, come fossimo ancora nel periodo in cui le grandi fabbriche del Nord chiudevano per ferie. Anche la necessità di riposare in qualche luogo ameno è rimasta la stessa. È bene pertanto ricordare che negli anni 50’ e 60’, mentre esplodeva il boom economico e la televisione invitava al consumismo, non poche donne compivano dei piccoli miracoli di economia domestica.

Da loro infatti derivava spesso la possibilità di poter trascorrere una vacanza al mare o in montagna. Per undici mesi legioni di casalinghe si applicavano come formichine al risparmio. Il salvadanaio, oggetto ormai diventato una funzione digitale del conto corrente, faceva parte della strategia di mettere da parte qualcosa ogni giorno.

Le mamme sapevano limitare le uscite, si arrangiavano anche come sarte con il «fai da te» e, pur non facendo mancare nulla alla famiglia, non esitavano a fare la cresta sulla spesa per aggiungere qualche moneta nella scatola di latta «salvadanaro».

In quegli anni la scelta della stagionalità di frutta e verdura non era una questione etica. Nei primi supermercati come nelle botteghe si trovavano prodotti agricoli nazionali nel periodo di maturazione. Le primizie, come accade anche adesso, le metteva in tavola solo chi poteva permettersele. Le parsimoniose casalinghe dal macellaio non chiedevano tagli di prima scelta, si accontentavano di alette o biancostato. In pescheria prendevano sarde o acciughe, sgombri e sugarelli che, con l’esperienza affinata dalla cucina autarchica, trasformavano in piatti prelibati. Poco però si racconta del confronto che le donne facevano tra loro. Di quando a giugno la dirimpettaia della signora Rosa con soddisfazione le confessava sottovoce: «Quest’anno ho risparmiato parecchio, andremo dieci giorni a Riccione. E lei?». Rosa taceva e intanto preparava i suoi bagagli.

Questa pratica virtuosa adottata dalle casalinghe diventa più che mai attuale quando basta una spesa imprevista per precipitare nel profondo rosso bancario. I problemi si contengono anche stringendo la cinghia o rinunciando a necessità non propriamente indispensabili. Non c’è gara sulla previdenza e chi lesina sulle spese viene spesso considerato uno spilorcio.

Ma «se vuoi fare un dispetto al futuro, risparmia!». Chi evita prestiti e accantona un piccolo gruzzolo troverà sempre il momento di goderne nel modo più opportuno

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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