Al femminile

Seppur allergica al matrimonio ti sposo!

Clara a breve festeggerà il trentesimo anniversario con Edoardo: come siano riusciti a raggiungere questo traguardo non lo sanno nemmeno loro
Due fedi - Foto Pexels
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A breve Edoardo e Clara festeggeranno il loro trentesimo anniversario. Come ci siano riusciti, ogni tanto se lo chiedono anche loro. Lei era allergica al matrimonio, quando lanciavano i bouquet si scansava. Alla fine, è capitolata: ma lo ha fatto più per zittire il parentado che per autentica convinzione.

Il dubbio di avere fatto lo sbaglio più grande della sua vita l’ha assalita già durante la luna di miele, benché i modi da gentiluomo d’altri tempi di Edoardo le fossero sempre piaciuti. Ammette candidamente che lui è l’unico uomo che poteva sposare, diversamente sarebbe rimasta single. Quando Clara parla di vita coniugale schiocca le labbra e sembra fare un calcolo del male minore, scegliendo come risposta un «ragionevole adattamento».

Non parla mai di grande amore o di passione, forse non li esclude nemmeno. Nel rapporto a due ha cercato la leggerezza e la complicità mentale, quasi ispirata dal titolo della commedia di Natalia Ginzburg: «Ti ho sposato per allegria». Non c’entrano le sollecitazioni del cervello, il ritmo circadiano bussa sempre con delicatezza. Infatti Clara non ha mai sentito il ticchettio dell’orologio biologico e il suo maternage è stato indotto insieme al parto.

In altre parole, la decisione di farsi impalmare dipende solo dalla pazienza e dall’ostinazione di Edoardo. Lei ripete di essere stata presa: «per sfinimento» e il suo desiderio di indipendenza non si è mai acquietato. Va da sé che rispetto e autonomia sono elementi basilari in ogni coppia. L’indipendenza emotiva vale quanto quella economica e può diventare un grimaldello per aprire le porte della realizzazione. Il problema sorge quando la necessità di essere indipendenti riguarda solo uno dei coniugi. In questo caso, per fare quadrare gli interessi di coppia bisogna avere i numeri giusti.

Per Clara il desiderio di sentirsi sciolta dai lacci familiari è rimasto vivo come brace sotto la cenere. La sua voglia di infilare le scale è stata bloccata dall’obbligo morale, dalla serietà e dal senso del dovere. È rimasta come un cavallo selvaggio che accetta la sella senza dimenticare mai la libertà dei pascoli. Bisogna essere onesti per confessare agli altri di provare un po’ di nostalgia per quel sole che non si è mai visto sorgere. Ogni persona contiene moltitudini di sogni realizzati e delusioni, questa è la vera spiegazione. «C’è una crepa in ogni cosa, ma è da lì che entra la luce».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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