La rivincita delle cinquantenni

Si chiude il tendone a righe sulle nozze blindate dei coniugi Bezos. Dopo tanto clangore resta solo l’immagine dell’elicottero (guidato dalla sposa) che punta verso la Croazia dove, se tanto ci dà tanto, li aspetta una luna di miele grossa come Giove. La gioia dei veneziani nel vedere arrivare tanti Vip è stata pari a quella di vederli ripartire con i loro bagagli firmati.
Vuoti i balconi, presi d’assalto dai fotografi per immortalare la crème dei famosi. Adesso di scintillante sono rimasti solo i lampadari di Murano e gli ottoni tirati a lucido degli alberghi extra lusso. Tutto è concluso. Amen! Venezia ha una schiatta antica, non si è lasciata impressionare da uno sposalizio milionario. Conserva intatta la sua magnificenza, abituata com’è da secoli a essere frequentata da personaggi famosi. Assuefatta agli sfarzi e a ciò che arriva dall’estero fin dai tempi di Marco Polo, accoglie con eleganza personalità di spicco o i parvenu che la possono noleggiare per qualche ora.
Da tempo i palazzi che si affacciano sui canali vengono dati in affitto per il carnevale o per ambiziosi ricevimenti privati. Lo faceva già negli anni ruggenti la «divina Marchesa» Luisa Casati Stampa, la quale amava stupire i suoi ospiti con feste sontuose. Resta memorabile quella in cui riservò per una notte piazza San Marco, il luogo da lei prediletto per passeggiare (nuda) coperta solo da un mantello di velluto nero tenendo al guinzaglio un ghepardo.
Anche la contestazione «No space for Bezos» per l’uso della proprietà pubblica non è nuova a Venezia. Lo hanno definito «peocio» ma già nei secoli passati nelle calli comparivano graffiti e cartelli infamanti contro i potenti, scritti nel sapido dialetto veneto.
Lo hanno definito kitsch e invasivo ma il matrimonio replicato in quel museo a cielo aperto ha portato meno persone di due pullman turistici. Poche se lo sposo è conosciuto anche nelle lande più desolate del pianeta. Da un punto di vista meramente femminile, se si escludono gli aspetti accessori di una famiglia allargata, ciò che sorprende è l’incredibile normalità anagrafica all’interno della coppia.
Quel diamante da 20 carati rappresenta la rivincita di tutte le cinquantenni in un mondo a misura di denaro che abbassa l’età solo delle mogli. Lauren cambia cognome su Instagram e mostra orgogliosa una pochette con la scritta: «Mrs. Bezos». Va da sé che quel modello di borsetta o di fortuna non si ordina su Amazon.
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