É arrivato a casa nella notte. E si è stretto agli affetti, i genitori, la sorella e tutti i parenti, che lo hanno sostenuto nel mese e mezzo in cui è stato bloccato in Nepal. Tiziano Ronchi, l’insegnate 27enne di Sarezzo che dal 5 marzo era trattenuto dalle autorità del paese asiatico con l’accusa di aver cercato di trafugare un reperto archeologico, un frammento di legno, da un tempio, da poco più di 24 ore è tornato nella sua casa di Sarezzo dove ha voluto trascorrere insieme ai familiari più stretti le prime ore della sua ritrovata libertà.
La situazione
Rientrare in Italia senza che la vicenda giudiziaria che lo riguarda sia conclusa è stata una scelta sua, personale, destinata a far discutere. Lui ne è pienamente consapevole, lo ha spiegato ribadendo di essere pronto alle conseguenze ma senza nascondere, come aveva già fatto nei giorni scorsi, la sua esasperazione per la situazione che si era creata: udienze fissate e poi rinviate, decisioni procrastinate e in generale una burocrazia difficile da interpretare.




