Valtrompia e Lumezzane

Tiziano Ronchi è tornato a casa a Sarezzo: «Ennesimo rinvio, ho fatto la mia scelta»

L’insegnante bresciano di ritorno da Nepal: «Sono consapevole che avrà ripercussioni sulle scelte dei giudici»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Tiziano Ronchi a casa a Sarezzo con la mamma e la sorella -  © www.giornaledibrescia.it
Tiziano Ronchi a casa a Sarezzo con la mamma e la sorella - © www.giornaledibrescia.it

É arrivato a casa nella notte. E si è stretto agli affetti, i genitori, la sorella e tutti i parenti, che lo hanno sostenuto nel mese e mezzo in cui è stato bloccato in Nepal. Tiziano Ronchi, l’insegnate 27enne di Sarezzo che dal 5 marzo era trattenuto dalle autorità del paese asiatico con l’accusa di aver cercato di trafugare un reperto archeologico, un frammento di legno, da un tempio, da poco più di 24 ore è tornato nella sua casa di Sarezzo dove ha voluto trascorrere insieme ai familiari più stretti le prime ore della sua ritrovata libertà.

La situazione

Rientrare in Italia senza che la vicenda giudiziaria che lo riguarda sia conclusa è stata una scelta sua, personale, destinata a far discutere. Lui ne è pienamente consapevole, lo ha spiegato ribadendo di essere pronto alle conseguenze ma senza nascondere, come aveva già fatto nei giorni scorsi, la sua esasperazione per la situazione che si era creata: udienze fissate e poi rinviate, decisioni procrastinate e in generale una burocrazia difficile da interpretare.

Le dichiarazioni

«Non essendo richiesta la mia presenza, attenderò dal mio paese lo sviluppo del processo, che verrà seguito direttamente dal mio avvocato nepalese» ha spiegato con un messagio inviato dalla casa di famiglia ieri pomeriggio. La posizione dell’artista è chiara e lascia trasparire tutta la sua esasperazione: «Di fronte all’ennesimo rinvio, ho deciso di rientrare e seguire tutto da qui accanto ai miei cari, in modo da riprendere il mio lavoro da insegnante e alcuni importanti progetti artistici in cui sono coinvolto, da troppo tempo in stato di stallo». E poi il ringraziamento alle persone e le istituzioni che lo hanno sostenuto «Sono veramente contento di rientrare alla mia vita. Ringrazio di cuore tutti coloro che mi sono stati vicini. Grazie in particolare alla mia famiglia, ai miei amici, al Console Generale Gianluca Rubagotti, all'intero corpo diplomatico italiano, al Consolato Onorario nepalese e all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia per il continuo sostegno». Nel messaggio di Ronchi c’è anche la consapevolezza delle possibili consguenze della sua scelta: «Saldo nella certezza della mia innocenza, ho preso questa decisione consapevole che questa mia scelta potrebbe influire sul verdetto dei giudici, sbilanciandolo a favore dell’accusa».

Ripercussioni

Il rientro in Italia di Tiziano Ronchi inevitabilmente rischia di creare delle tensioni tra le autorità diplomatiche italiane e quelle nepalesi, da settimane impegnate in un delicato confronto istituzionale tra paesi con strutture e sistemi giuridici e amministrativi molto diversi. La speranza, ancora una volta, è che tutta la questione venga rapidamente chiarita in ogni aspetto.

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