Sono socialmente pericolosi e capaci di stare in giudizio, ma soprattutto, erano capaci di intendere e volere. Questa la conclusione alla quale sono giunte Sara Micheli e Gaia Trombini, le due perite nominate dal Tribunale dei minori e incaricate di valutare personalità e capacità dei due fratelli minorenni di Polaveno che la sera dello scorso 19 febbraio si avventarono con un’ascia e un coltello sulla sorella 22enne, mentre dormiva nella stanza accanto alla loro, e non la uccisero solo per la sua prontezza di riflessi.
Quella sera la ragazza uscì malconcia da quel terribile blitz notturno; loro - i suoi fratelli - fuggirono nel cuore della notte, ma non riuscirono a sottrarsi all’arresto. Furono bloccati a Sarezzo, da allora sono in un istituto penitenziario minorile: uno a Milano, l’altro a Firenze. Da ieri sono entrambi a processo con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dal rapporto di parentela e dalla minorata difesa.




