La situazione è da bollino rosso. E adesso che anche tutte le riserve sono state prosciugate (inclusi i rilasci extra, pattuiti con gli operatori idroelettrici), la Lombardia è ufficialmente «senza paracadute». Anche il poco oro blu che può essere «risucchiato» dai nostri laghi è infatti ormai alle battute finali: il Sebino può dissetare al massimo fino a lunedì 25, il bacino del Chiese è quello in assoluto nella situazione più critica, tanto che a stento riesce a garantire acqua fino al massimo domenica.
L’unica eccezione è il Garda, che è invece in grado di fornire il suo supporto ai campi fino alla fine della stagione irrigua. Insomma, d’ora in avanti l’unica via d’uscita si chiama pioggia. Quando ci si imbatte però nel bollettino meteo lo scenario è altrettanto buio: oggi siamo solo al principio della prima ondata di caldo dell’anticiclone nordafricano, un’ondata caratterizzata da dieci giorni con temperature che potranno raggiungere (e anche superare) i 40 gradi e con le notti dal clima tropicale in cui il termometro non scenderà mai sotto i 22 gradi.




