La montagna rimanda a un’idea di frescura. Il concetto si materializza non solo sullo sfondo restituito da un panorama alpino con la scintillante estensione delle sue aree nivali e glaciali, ma tangibilmente per effetto del gradiente termico, con la temperatura in diminuzione di circa 6 gradi centigradi e mezzo ogni 1.000 metri di dislivello. È consuetudine quindi, nel corso della stagione estiva, alzarsi di quota per approfittare di ambienti che offrono un piacevole maggiore refrigerio.
In sofferenza
In queste settimane però anche la montagna è in sofferenza. Le temperature rilevate, nettamente superiori alla media, stanno provocando dalla prima settimana di giugno un rapido scioglimento della riserva idrica conservata dal manto nevoso, che mostra una forte riduzione delle sue superfici e della sua altezza. Rispetto alla media delle scorse stagioni siamo in anticipo sullo scioglimento di circa un mese. A risentirne è la disponibilità di acqua negli invasi alpini e più in generale nei bacini idrografici che alimentano i grandi laghi.



