I Comuni del lago d’Idro e le associazioni dicono basta al prelievo di acqua dall’Eridio per contrastare l’impatto della siccità sull’agricoltura e sono pronti a intraprendere un’azione legale che contesta la decisione di abbassare i livelli del lago.
La notizia arriva alla vigilia della chiusura delle operazioni di deflusso straordinario del lago d’Idro prevista per domani. A renderla nota con un comunicato datato il 16 luglio è il Protocollo d’intesa dei Comuni del lago d’Idro, nato nel 2021, che comprende Anfo, Bagolino, Bondone (Trento), Idro e la Federazione Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro.
Secondo il Protocollo d’intesa, quest’azione ha causato «danni, al momento incalcolabili, al patrimonio ambientale del lago d’Idro», cioè al biotopo, alla fauna acquatica e alla qualità dell’acqua. Ma ha inficiato anche la «salute pubblica, che può subire danni dall’incile ridotto a palude» e l’«economia dei quattro Comuni del lago, che vive soprattutto grazie al fenomeno turistico, ma che con questo abbassamento del lago ha subito un gravissimo contraccolpo, con il battello impossibilitato a svolgere la sua attività, e con ogni altro aspetto facilmente immaginabile, non ultima l’incognita sulle presenza negli anni futuri, previsione seriamente compromessa dal danno all’immagine causato da tutta questa situazione».
Per tutte queste ragioni, i sindaci firmatari e il presidente della Federazione fanno sapere che è «allo studio un’azione legale per individuare le precise responsabilità della decisione di cui sopra» e che «contemplerà anche un risarcimento dei danni».
Nei prossimi giorni, inoltre, verrà diffuso un avviso per una manifestazione che il Protocollo d’intesa sta organizzando per il 31 luglio alle 18 a Idro, in difesa del lago e del fiume Chiese.




