A Temù c’è poca gente in giro, nulla di strano: i turisti se ne sono andati tutti, in alta Valcamonica è bassa stagione e i 1.100 abitanti o sono al lavoro o sono tra le mura domestiche. Come accade nell’era dei social, la notizia dell’arresto delle figlie di Laura Ziliani è arrivata sui telefonini, via WhatsApp o Facebook, ed è passata di bocca in bocca, di casa in casa. Dal benzinaio, già prima delle otto, si commentava il fatto. Anche al bar, in farmacia, in macelleria e nella bottega del paese ci sono stati chiacchiericci, nella mattinata. Ma nulla in confronto al clamore dell’estate.
Omicidio Laura Ziliani, le reazioni a Temù: «Siamo scioccati»
I residenti del paese camuno: «C’erano contrasti tra le figlie e Laura Ziliani e si sapeva, ma nulla che giustifichi un omicidio»
Loading video...
TEMU': IL SINDACO
Sono finiti i tempi delle supposizioni, del «te lo dico io com’è andata», di chi ha sempre millantato di saperla lunga. La certezza dell’omicidio, benché ci sia ancora un processo tutto da celebrare, ha spento le voci. Tanti i «non so», altrettanti i «no comment» e i «non ho nulla da dire»: l’evidenza assorda in gola le parole.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Argomenti
Laura ZilianiomicidioMirto MilaniPaola ZaniSilvia Zanicronaca neraarrestiscomparsamortaTemù

