Università

«Ad Maiora», al Palaleonessa la consegna dei diplomi di laurea UniBs

Sono quasi mille le neolaureate e i neolaureati che hanno lanciato il tocco accademico. Il rettore Castelli è intervenuto anche sul caso delle molestie
Francesca Marmaglio
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Ad Maiora!: lancio del tocco per i neodottori

L’Università degli studi di Brescia è stata fondata nel 1982 e da quel momento ha cominciato progressivamente, anno dopo anno, a consolidare le sue fondamenta puntando ad obiettivi sempre più grandi. Ad oggi sono 75mila i laureati, nelle varie facoltà dell’ateneo, e al PalaLeonessa, per il decimo anno consecutivo, quasi mille nuovi dottori e dottoresse sono stati protagonisti della festa di laurea «Ad Maiora!».

La cerimonia

La cerimonia, presentata dalla giornalista Francesca Roman e trasmessa in diretta da Teletutto è stata aperta dalla «Si può fare band» composta da persone con disabilità, famiglie, educatori, musicisti e professionisti e diretta dal maestro Davide Zubani che ha suonato l’inno nazionale e l’inno alla gioia.

Dopo la lettura del «Discorso sulla Costituzione» di Piero Calamandrei per voce dell’attrice Lucilla Giagnoni, ha preso la parola il presidente del Consiglio Comunale di Brescia Roberto Rossini: «Non riusciamo più a pensare a Brescia senza pensare alla sua Università – ha detto –, il futuro passerà sempre di più da qua. Complimenti a voi che avete raggiunto il traguardo, oggi ricordate che ciò che avete iniziato lo avete portato a termine: è il tempo della gioia, da domani, poi, comincerà un nuovo cammino che vi auguro porterà a tutti voi tanta gioia».

Sul palco anche la consigliera della Provincia di Brescia, Nini Ferrari e il rettore dell’Università di Bergamo, professor Sergio Cavalieri, che hanno elogiato l’impegno dei laureati, auspicando che il loro futuro possa portare progresso, capacità e pace.

L’intervento di Castelli

Non è mancato anche l’intervento del rettore dell’Università bresciana Francesco Castelli: «I numeri da soli dimostrano quanto sia utile un istituto di istruzione superiore al territorio e alla comunità – ha detto il rettore –. La nostra università sta crescendo anche nella valutazione della ricerca. Accogliamo sempre di più studenti stranieri e per noi tutte le volte che ci sono mescolanze di saperi è positivo, se diventiamo attrattivi per persone che vivono fuori dalla nostra città è un vantaggio. Vogliamo continuare la nostra crescita cercando in modo prudente e sapiente di ampliare l’offerta formativa soprattutto interdisciplinare fra le varie aree della nostra Università».

Il rettore ha dedicato un passaggio del suo discorso anche ai recenti fatti accaduti nell’Ateneo (una serie di denunce per molestie): «Il clamore sul report da noi stessi promosso sulle molestie – ha detto Castelli – ha oscurato quello che una simile indagine è: un atto di fermezza della nostra istituzione per analizzare il fenomeno e porre rimedio, a tutela di tutti e tutte. Ribadisco che questa Università non tollera e non tollererà mai qualsivoglia comportamento che possa risultare discriminatorio e denigratorio».

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Il rettore di UniBs Francesco Castelli interviene alla cerimonia Ad maiora 2026

A chiudere gli interventi Alessia Ragnoli, bresciana di Nuvolento laureata con encomio in Giurisprudenza: «È una gioia immensa e un onore poter essere qui a rappresentare tutti gli studenti che vengono da diverse facoltà. La Costituzione è un testamento che ci hanno lasciato e tocca a noi dare cuore a queste parole. La cosa importante in questi anni di guerra e intelligenza artificiale è non dimenticare mai che l’essere umano deve rimanere al centro: va bene sfruttare le tecnologie ma ricordandosi sempre equità e morale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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