È a buon punto il raccolto delle donazioni per dare corpo al progetto «Svelare l'invisibile», consistente nel restauro dell'altare del Santissimo Sacramento e della tela dell'ultima cena di Sante Cattaneo, nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Calino, verde frazione di Cazzago San Martino, popoloso centro franciacortino.
Il punto
Al momento in cui scriviamo, il sito della Fondazione Comunità Bresciana indica che il risultato, 9.740 euro, rappresenta l'81% dell'obiettivo, fissato a 12mila euro nell'ambito del Bando patrimonio 2026. Come ha spiegato recentemente il parroco don Mario Cotelli, durante una viva (per intensità e partecipazione) celebrazione eucaristica prefestiva, la Fondazione elargisce un contributo di 12mila euro a condizione che se ne raccolgano altri 12mila, «provenienti da offerte di privati o aziende, entro il 13 Settembre 2026, altrimenti si perde il contributo. Per questo chiediamo di aiutarci a finanziare il restauro di quest'opera che abbiamo pensato di realizzare anche grazie all'offerta che ci ha lasciato don Riccardo Baxiu».
Data le premesse, l'obiettivo non dovrebbe sfuggire, dando corpo a un progetto teso a valorizzare la parrocchiale di San Michele Arcangelo in Calino, sottoposta a una consistente opera di riqualificazione e di restauro conservativo esterno e interno, negli ultimi anni del secolo scorso, ricordano in molti, anche per la forte volontà dell'allora parroco don Luigi Bonardi.
L’iniziativa
La donazione di don Baxiu, per quanto parziale rispetto alle necessità, nel gennaio 2025 ha contribuito a sensibilizzare e dare corpo velocemente all'iniziativa, con il coinvolgimento del Consiglio degli affari economici della Parrocchia che ha deciso di procedere con il restauro completo dell'altare e della tela. Già ottenuto anche il permesso della Soprintendenza dei beni culturali, quindi il nullaosta dell'Ufficio amministrativo della Diocesi bresciana.
Successivamente la Parrocchia ha deciso di partecipare al bando patrimonio 2026 della Fondazione Comunità Bresciana, strada che pare proprio risultare una giusta scelta. Peraltro, i promotori ricordano che i donatori possono usufruire anche degli appositi sgravi fiscali previsti dalla normativa che, in funzione di status fiscale e importo donato, possono raggiungere il 30% di detrazione Irpef, calcolata su un limite massimo di 30 mila euro.
Il patrimonio
Cerchiamo di capire gli aspetti principali dell'iniziativa. Il progetto prevede l'intervento di restauro e manutenzione conservativa di due opere d'arte situate nella Cappella del Santissimo Sacramento: l'imponente ancona lignea di Gaspare Bianchi, realizzata tra il 1675 e il 1699 e il dipinto a olio su tela «Ultima Cena» di Sante Cattaneo, dipinta tra il 1750 e il 1774.
Possiamo leggere nella descrizione che «L'ancona, opera di raffinato gusto barocco caratterizzata da colonne tortili e ricchi intagli floreali, presenta oggi fenomeni di degrado strutturale ed estetico: sollevamenti della doratura, depositi incoerenti e attacchi di insetti xilofagi che ne compromettono la stabilità».
Mentre così viene descritto il dipinto di Sante Cattaneo: «Preziosa testimonianza della maturità del pittore salodiano, manifesta un marcato inaridimento della pellicola pittorica e l'alterazione dei protettivi applicati in precedenti restauri, che ne offuscano la leggibilità cromatica. L'intero intervento restituirò all'intero complesso dell'altare la solennità e la ricchezza cromatica originarie richieste dalla committenza settecentesca».
«Svelare l’invisibile»
Il progetto «Svelare l'Invisibile» si pone l'obiettivo di liberare l'opera d'arte dal velo del tempo e del degrado che ne offuscava la bellezza, restituendo piena leggibilità ai dettagli e ai colori originali. «Attraverso questo recupero estetico – ricordano i promotori – l'altare torna a svolgere la sua funzione di soglia sacra, rendendo nuovamente percepibile ai fedeli il profondo Mistero eucaristico custodito nei segni del pane e del vino».
L'intero il progetto verrà affidato alla ditta «Zaccaria Antonio-Restauro Beni Culturali Sas», che recentemente ha restaurato una pala del Moretto nel Duomo vecchio di Brescia.




