La storia della pantera delle Torbiere fu uno dei più celebri casi italiani di «criptozoologia estiva» e forse pure di psicosi collettiva. Tutto ebbe inizio nel luglio del 2015 all’interno della Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino. La vicenda, che vede al centro la misteriosa sagoma nera di un grosso felino, ebbe origine il 23 luglio 2015, quando un addetto a un distributore di carburante e un autotrasportatore segnalarono alle autorità di aver avvistato un grande felino nero all'interno del parco. I due si trovavano presso una stazione di servizio e la loro testimonianza fu raccolta dalle autorità, che la ritennero credibile.
La descrizione era dettagliata: un animale nero, agile e di grandi dimensioni, del tutto simile a una pantera, ovvero a un leopardo melanico.
Nel giro di pochissimi giorni la notizia fece il giro dei media nazionali. Per ragioni di sicurezza e per consentire le ricerche, la macchina dei soccorsi e dell'emergenza si attivò immediatamente sotto il coordinamento della Prefettura. La Riserva delle Torbiere venne così chiusa al pubblico per diverse settimane.
Le ricerche
Fu quindi dispiegato un imponente schieramento di forze dell'ordine e di soccorso, tra cui Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Provinciale, Polizia Locale e volontari della Protezione Civile. Le operazioni coinvolsero oltre cento operatori. Presso il Centro di accoglienza delle Torbiere venne allestito un vero e proprio quartier generale, dal quale i Vigili del Fuoco coordinavano le operazioni e assegnavano alle squadre le diverse aree di perlustrazione.

Per la ricerca del presunto felino furono impiegati droni, elicotteri e telecamere termiche per setacciare l'intera area. Tuttavia, a parte altri animali selvatici, della presunta pantera non venne trovata alcuna traccia.
La Polizia Provinciale predispose inoltre esche e gabbie-trappola per tentare di catturare l'animale senza ferirlo, ma anche questo tentativo si rivelò vano.
Le testimonianze
Nelle settimane successive la psicosi si estese ai comuni limitrofi della Franciacorta. A Provaglio d'Iseo alcune telecamere di videosorveglianza ripresero una sagoma scura che l'amministrazione comunale definì compatibile con un giovane felino del peso stimato di 30-40 chilogrammi. A Sulzano, invece, un uomo raccontò che l'animale gli era quasi balzato davanti ai piedi prima di fuggire verso la collina. Segnalazioni giunsero anche da Gussago, Rodengo Saiano e da altri comuni oltre i confini della Franciacorta. Diversi testimoni sostennero di aver visto il misterioso animale aggirarsi nei campi di mais o nei pressi delle abitazioni. Comparvero inoltre alcuni filmati amatoriali che mostravano una sagoma nera in movimento, seppur a notevole distanza.

Mentre gli esperti cercavano di stabilire se potesse trattarsi di un animale esotico fuggito da una detenzione privata, magari importato illegalmente dall'Europa orientale, sul web l'ironia si diffuse rapidamente attraverso meme, pagine social dedicate e finti avvistamenti dal tono satirico.
Durante le intense battute di ricerca di agosto vennero rinvenute impronte e presunte tracce biologiche. I reperti furono inviati all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia per le analisi del Dna, ma gli esami non fornirono alcuna conferma scientifica della presenza di un grande felino esotico.
Nessuna traccia
Dopo settimane di appostamenti, numerose false segnalazioni – tra cui l'ipotesi che si trattasse di un grosso gatto Maine Coon o persino di una nutria – e costi elevati sostenuti per le operazioni di sicurezza, la Prefettura iniziò progressivamente a ridurre il dispositivo di controllo.
Proprio sulla base delle dimensioni stimate dell'animale, giudicate compatibili con quelle di un cane di media taglia, i veterinari e il comando della Polizia Provinciale di Brescia avanzarono una delle ipotesi più plausibili: una confusione tra una presunta pantera e un grosso gatto domestico appartenente a razze giganti, come il Maine Coon o il Savannah. Questi felini possono raggiungere anche i 10-15 chilogrammi di peso e, osservati da lontano o nell'ombra della fitta vegetazione palustre, possono facilmente apparire molto più grandi di quanto siano realmente.
Gli esperti sottolinearono inoltre che, qualora si fosse trattato davvero di un giovane esemplare di pantera, l'animale avrebbe con ogni probabilità dovuto provenire da una detenzione illegale, forse all'interno di una villa della zona. Tra le località ipotizzate figuravano Rovato, Erbusco e Ospitaletto.
A fine agosto si decise quindi di riaprire parzialmente la Riserva delle Torbiere, riducendo progressivamente i controlli, poiché non era stato registrato alcun attacco né era emersa alcuna prova oggettiva della presenza del felino.

A margine della vicenda emerse anche la storia di Tyzon, un cane nero scomparso nelle Torbiere alcuni mesi prima dei primi avvistamenti. Per corporatura e colore del mantello, l'animale presentava caratteristiche in parte compatibili con quelle descritte dai testimoni, alimentando ulteriormente le ipotesi e le speculazioni sul misterioso caso della «pantera delle Torbiere».
L’altro animale
Il 16 settembre dello stesso anno, forse a causa della suggestione della pantera che si era diffusa, ci fu l’avvistamento di un coccodrillo nel Mella: un cittadino, mentre stava passeggiando lungo l’argine del fiume Mella, nel territorio di Concesio, aveva raccontato di aver avvistato niente meno che un alligatore.
Scaglie evidenti, corazza dorsale e lunga coda a flagellare l’acqua. Un allarme giunto alla Compagnia dell’Arma che, pur nella singolarità, ha trasmesso l’avviso per competenza alla Polizia Provinciale e quindi al Corpo Forestale dello Stato. Un allarme presto rientrato, ma non prima di aver verificato che la persona che aveva avvisato il 112 non fosse in qualche modo alterata da alcol o droga e che non si trattasse di un mitomane.
Plausibile piuttosto l’ipotesi che l’uomo – tra i quaranta e i cinquant’anni – avesse scorto un tronco trascinato a valle dalla corrente. L’uomo sarebbe stato tratto in inganno dalla forma particolare. Certo è che dopo l’avvistamento della pantera delle Torbiere, la storia di un alligatore nel Mella ha preso corpo a seguito forse di una certa suggestione.




