Storie

Ve le ricordate le tute della Gazelle?

Il brand d’abbigliamento aveva sede a Borgosatollo e fu anche sponsor tecnico di Brescia e Lumezzane Calcio tra il 1983 e il 1990: oggi si trova qualche esemplare vintage online, ma non è così facile
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

Una tuta Gazelle trovata su Etsy
Una tuta Gazelle trovata su Etsy

La tuta a Brescia fino a qualche anno fa aveva un nome: «la Gazelle». In ogni armadio ce n'era una. La si usava come capo sportivo o casual, ma ancora di più come pigiama o abbigliamento da casa. Eppure oggi si fa moltissima fatica a recuperare dei capi superstiti e anche su quella macchina del tempo che è Internet se ne trovano poche. Ogni tanto, però, monitorare Vinted, Etsy, Subito e gli altri siti di rivendita vintage ripaga: eccole lì le felpe Gazelle, mimetizzate camaleonticamente (i colori e le fantasie in questo aiutano) in mezzo alle tute da sci intere Ellesse, ai fuseaux con staffa al piede Arena e alle felpe Belfe.

Settanta, settantacinque euro: questo il prezzo medio che si trova oggi online per una di queste tuta in acetato da donna. Quasi duecento, invece, se si ha la fortuna di imbattersi in una felpa del Brescia Calcio d’antan. Negli Ottanta la Gazelle fu infatti sponsor tecnico del Brescia e del Lumezzane (oltre che del Pergocrema), e supportò anche squadre di basket e di ciclismo che portavano proprio il nome «Gazelle». Non era un caso: l’azienda aveva sede a Borgosatollo, dove – in via Rovetta – si trovava anche il negozio monomarca. Non la si confonda quindi con la linea «Gazelle» di Adidas: è tutta un’altra storia. Gazelle era un marchio bresciano di abbigliamento sportivo attivo soprattutto negli Ottanta e Novanta, oggi noto quasi solo agli appassionati di maglie vintage e di accessori di calcio.

Gazelle per il Brescia Calcio

Le maglie Gazelle del Brescia Calcio e del Lumezzane Calcio negli Ottanta
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Le maglie Gazelle del Brescia Calcio e del Lumezzane Calcio negli Ottanta

La gazzella stilizzata sotto alla scritta Gazelle era il suo marchio di fabbrica, insieme ai colori accostati a blocco e alla (tutto sommato) sobrietà. La stessa sobrietà la si trova nelle maglie del Brescia di quegli anni, dal 1983 al 1990. Gazelle per le rondinelle scelse il classico azzurro con colletto tagliato a V con due sottili righe bianche.

Negli anni cambiò un po’ lo stile, fino a una delle ultime maglie che tutti ricordano, quella di un azzurro un po’ più acceso con lo sponsor Wurher bene in vista e la V bianca sotto al simbolo tondo. Gazelle in quel periodo aquisì visibilità in tandem con il Brescia Calcio, che nella stagione 1985-1986 salì in serie A.

Una felpa Gazelle del Brescia Calcio
Una felpa Gazelle del Brescia Calcio

Anche le relative felpe avevano quello stile sobrio e classico, con una vestibilità old school, un po’ larghe e rimborsabili sul fondo attraverso l’elastico.

In ogni casa

Al di là delle collaborazioni sportive, Gazelle era il brand che davvero tutti avevano in casa. Comode, semplici, dallo stile in linea con i dettami della moda del periodo, venivano prima usate in maniera casual o sportiva, e poi, quando avevano fatto il loro tempo, come abbigliamento comodo da casa, alla stregua di un pigiama da infilare prima di cena e per mettersi poi sul divano a guardare tutti insieme un film, quando ancora Rai e Mediaset proponevano la prima serata alle 20.30. Altri tempi. Per la tivù e per le tute comode con la zip.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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