Un racconto popolare, nell’accezione più autentica del termine, che testimonia quanto hanno vissuto e sofferto i testimoni soccorritori della strage di piazza Loggia. Un racconto costruito attraverso ricordi, testimonianze e voci di chi quella mattina del 28 maggio 1974 era presente in piazza o intervenne subito dopo l’esplosione.
È questo il cuore di «Brescia ferita», il libro di Gianni Bera volontario della Croce Bianca, presentato nella Sala Libretti del nostro giornale, condotto dalla direttrice Nunzia Vallini accanto all’autore in una serata partecipatissima e ricca di emozioni.
Tessuto di umanità
A 52 anni dalla strage, il volume raccoglie una narrazione per così dire «dal basso» composta da testimonianze dirette e indirette di chi visse quella tragica mattinata. Gianni Bera ha raccolto i ricordi di soccorritori, vigili del fuoco, tassisti e appartenenti alle forze dell’ordine. Un tessuto di umanità che ha riportato nei cuori dei presenti la grande responsabilità della memoria di una tragedia che non trova oblio nonostante i tentativi che affiorano.
Accanto alle voci dei testimoni e di chi intervenne sul selciato insanguinato, trova spazio anche la «famiglia» ovvero i racconti di figli e familiari che hanno vissuto quella ferita attraverso la memoria dei propri cari, insieme a testimonianze tratte dagli atti ufficiali. Il libro intreccia parole, poesie dialettali e fotografie sovente crude e veritiere di quanto avvenne, restituendo uno sguardo umano e quotidiano su una delle pagine più drammatiche della storia cittadina.
Otto morti e centodue feriti sono stati il bilancio di quella strage, venuta a comporsi nella lunga teoria di attentati che da piazza Fontana a Milano alla stazione di Bologna per decenni ha insanguinato l’Italia senza che nessuno dei mandanti e dei protettori della mostruosa trama eversiva sia stato individuato e colpito.
Ricerche e documenti
Attraverso saggi e memorie il libro ricostruisce quella drammatica giornata dei tanti militi della Croce Bianca e dei tanti volontari accorsi che affrontarono una scena di certo non preventivata. «L’idea ci venne – ha raccontato Gianni Bera – lo scorso anno celebrando il 2 giugno. Stimolato dal collega Faustino Masserdotti mi sono convinto che affrontare ricerche e documenti sarebbe stato consegnare alla storia il dolore, lo sgomento e l’impegno dei tanti bresciani che si sono resi “opera di soccorso e di ausilio” con grande coraggio».
Così il libro è diventato segno indelebile della tragedia, trovando nella narrazione la ragione del vissuto. «Questa raccolta non potrà rimanere senza seguito. Proprio perché – ha sottolineato Nunzia Vallini – i tanti protagonisti di quei momenti dolorosi troveranno il desiderio di mettere i ricordi e i sentimenti fortissimi patiti allora in altre testimonianze scritte».
«Il filo delle idee»
Per ciclo «Il filo delle idee», ricordiamo un altro appuntamento importante: la presentazione in sala Libretti martedì 27 maggio alle 17.30, del libro «Fotografi nella strage – Brescia 28 Maggio 1974», la memoria visiva del tragico attentato di 52 anni fa.



