Separati da un braccio di lago, ma uniti per sempre dall’opera visionaria di un artista. Nel giugno del 2016 sindaci di Monte Isola e Sulzano erano Fiorello Turla e Paola Pezzotti e oggi, a dieci anni di distanza, l’emozione per quanto vissuto non è affatto scemata.
Turla non ha dubbi: «A parte quelli legati alla vita famigliare, The Floating Piers è il ricordo più importante della mia vita, un’esperienza che mi ha fatto crescere». Certo non poteva essere preparato: «Ma quando, il 1° agosto 2014, Christo con il suo team arrivò a proporre l’opera dissi subito sì. Ero sindaco da tre mesi, con esperienza zero, ma l’azzardo pagò. Cominciò subito un grande lavoro di squadra, coordinato dalla Prefettura, stringemmo i rapporti con tutte le istituzioni, in particolare la sindaca di Sulzano, Paola Pezzotti, il sindaco di Pisogne, Diego Invernici. Tutto andò bene, soprattutto grazie ai volontari, da quelli della Protezione civile a quelli del soccorso: straordinari».
I ricordi

«Alla fine – continua Turla – la nave arrivò in porto con la bonaccia. Prima di iniziare un po’ d’ansia c’era, c’erano preoccupazioni per il meteo, pochi giorni prima scese tantissima pioggia, temevamo la Sarneghera... Che spavento quel temporale serale con 60mila persone bloccate sull’isola, ma tutto fu gestito al meglio. Il primo giorno arrivò il doppio delle persone attese, dovemmo rimodulare tutti i piani. Fu importante la decisione di chiudere la notte, per garantire la gestione dei rifiuti e la pulizia dei servizi igienici.
«Lo rifarei? Sì, anche se oggi magari ci penserei un po’ prima di dire sì. Mi restano una grande gioia, il bellissimo rapporto avuto con Christo, il risultato di un turismo in crescita e la soddisfazione di aver permesso ai montisolani, per qualche giorno, di “nà a cà a pè”».
Lavoro di squadra
Anche per Paola Pezzotti, tutt’oggi alla guida del Comune di Sulzano, «il ricordo è indelebile, bellissimo. C’è ancora la gioia di averlo fatto davvero, dopo la lunga preparazione, il grande lavoro di squadra guidato dal prefetto Valenti, la vicinanza di tutte le istituzioni, dalla Regione alla Provincia, dall’Autorità di bacino alla Comunità montana, fino ai singoli cittadini. Quando il 1° agosto 2014 il dottor Franco Beretta arrivò da me con Christo, capii subito che c’era in gioco qualcosa di grande e risposi subito sì e lo rifarei ancora. Magari cambierei una cosa: salirei di più sulla passerella, ci sono stata solo tre volte».
Il rapporto con Christo

Nei cassetti della memoria un posto specialissimo ce l’ha la prima volta: «Magnifico, irripetibile, un effetto "wow!" indimenticabile. Rammento volentieri anche quello che accadde due giorni dopo la chiusura, il 5 luglio: con la mia amministrazione ed i miei amici eravamo in una casa privata per una festa tra noi, arrivò Christo, non atteso, con il nipote. Fu un momento per me molto intenso, che suggellò la nostra relazione personale». Relazione intrisa di gratitudine: «Grazie a lui noi siamo il lago, ed io la sindaca, di The Floating Piers. Ha generato bellezza e ci ha fatto conoscere nel mondo. Nel ’16 i turisti vennero a vedere la passerella, poi sono tornati a conoscere e scoprire il nostro territorio. E questo Christo ce lo aveva detto».




