«Upendo» in lingua swahili significa «amore incondizionato»: rappresenta un concetto molto importante nelle comunità africane, dove l’amore e la solidarietà sono valori fondamentali per la coesione sociale. Partiamo da qui, perché è proprio questo sentimento che qualche anno fa, era il 2009 per la precisione, ha messo le fondamenta per la costruzione di una nuova famiglia.
Esce domenica 27 settembre la 28esima puntata della terza stagione del podcast «Superman non esiste». «Upendo. In Africa significa amore» racconta la storia di Claudio, Zacaria e Marie Benedicte, tre fratelli arrivati dal Congo e il percorso di una famiglia nata dall’adozione.
Una famiglia nata dall’adozione
Tutto ha inizio da Annalisa Roversi e Fabrizio Vertua che nel 2003 si sposano e tre anni dopo cominciano l’iter per l’adozione: «Io soffro di endometriosi – racconta Annalisa – e i figli naturalmente non arrivavano. Così abbiamo deciso di adottare. Abbiamo fatto tutto il percorso e dopo aver ricevuto il decreto per l’idoneità internazionale abbiamo scelto il Congo».

La coppia viene abbinata a due fratelli, Claudio Philemon e Zacaria Murwana, di 4 e 3 anni: «Siamo partiti per l’Africa – aggiunge Roversi –, siamo rimasti due settimane là con loro nell’attesa dei passaporti e poi siamo tornati in Italia dove è cominciata la nostra vita insieme».
Claudio e Zacaria si integrano perfettamente nella famiglia e anche nella loro nuova comunità: «Mi ricordo la macchinina, che ci hanno regalato la prima volta che ci siamo visti – racconta Claudio – e la macchina fotografica che non avevamo mai visto. Papà mi ha insegnato durante il viaggio l’inno Brescia Calcio "Brescia di ferro", mamma invece ci tartassava con Jovanotti».

Nel 2012 una notizia sconvolge la famiglia: Claudio e Zacaria, in Congo, hanno anche una sorellina, Marie Benedicte. «Decidiamo di trovarla, anche se non era semplice – spiega Fabrizio –, per adottare anche lei. È stato un percorso durato tre anni, lunghissimo, perché nel settembre del 2013 il Congo chiude le adozioni per gli stati esteri e non potevamo portarla in Italia. Ci siamo riuniti tre anni dopo quando è arrivata l’8 maggio del 2016 a Roma con altri bimbi».
Marie ha sette anni e si prende i suoi spazi: spodesta Zacaria, che fino a quel momento era stato il figlio minore, e crea un po’ di scompiglio. Alla famiglia servono un po’ di mesi per ritrovare il proprio equilibrio, ma poi tutto diventa ancora più bello.

«Penso che abbiamo avuto una grande fortuna – conclude Claudio –, ne sono consapevole, mi è andata bene. Grazie a mamma e papà ho tante possibilità, posso studiare, posso aprirmi diversi percorsi e se non fossi stato adottato non avrei potuto pensare ad un mondo diverso da quello che avrei dovuto vivere».
Dove ascoltare il podcast
Il podcast, che anche in questa sua terza stagione sarà a cadenza mensile, continua ad essere sostenuto da Banca Valsabbina.
È possibile ascoltare questa e tutte le altre puntate sulle piattaforme Spotify e Spreaker oppure nella sezione podcast del sito del Giornale di Brescia e dell’app del Giornale di Brescia.



