Una coppia di sedute Ikea degli anni Settanta è stata venduta all’asta per 2.600 euro. Il modello è «Natura», disegnato negli anni Settanta da Karin Mobring, prima designer donna del gruppo: pino, cuoio e una storia molto diversa da quella che oggi siamo abituati ad associare ai mobili del marchio svedese. È un caso eccezionale, certo, ma dice qualcosa dell’interesse crescente per il design scandinavo vintage. Arredi progettati per l’uso quotidiano, spesso rimasti per decenni nelle case di famiglia, vengono oggi cercati per la qualità dei materiali, la semplicità e l’eleganza delle forme e, quando c’è, la firma di chi li ha disegnati.
Ma la riscoperta non riguarda soltanto Ikea. Interessa, infatti, anche i mobili firmati dai grandi progettisti del Novecento nordico, ricercatissimi dai collezionisti, ma anche gli arredi comuni dell’epoca: credenze, tavoli e sedie prodotti per le case di tutti i giorni, senza il nome di un designer a renderli celebri. La presenza o meno di una firma può cambiare molto il valore di un pezzo; per chi vuole arredare casa, però, contano anche la qualità, le proporzioni e il piacere di usare un mobile che ha già attraversato i decenni.
Casafika
Di entrambe le tipologie si occupa Casafika («fika» è la pausa caffè svedese), la galleria di arredi scandinavi vintage che, anche attraverso il proprio e-commerce, vende in oltre venti Paesi. Nello spazio di via Fermi, a Roncadelle, arrivano arredi selezionati soprattutto in Svezia e Danimarca tra quelli prodotti dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Il fondatore Daphni Dall’Olio ha cominciato nel 2021, cercandoli nei negozi di seconda mano e negli annunci online, per poi portarli in città, nella casa di famiglia, con un furgone. Oggi la ricerca passa attraverso una rete di commercianti, negozianti e case d’asta: i pezzi vengono raccolti nel magazzino logistico di Malmö e trasferiti a Roncadelle, dove sono restaurati, fotografati e preparati per una nuova casa.

Secondo Daphni Dall’Olio, il successo di questi mobili si inserisce in un cambiamento più ampio del mercato dell’usato. «Fino a vent’anni fa era l’antiquariato a fare da padrone nel mercato secondario. Poi ovviamente ci sono i cicli: è finito quello dell’antiquariato ed è iniziato quello del modernariato». Il design scandinavo di quel periodo, racconta, è tornato così in primo piano, insieme a quello italiano degli stessi anni. Ma cosa si cerca, precisamente, quando si parla di un mobile nordico vintage?
Casafika distingue tra arredi firmati da determinati artisti e architetti e quelli senza firma, ma prodotti negli stessi anni, nello stesso stile e negli stessi luoghi. Una seduta attribuita a un progettista può interessare chi ne colleziona le opere e raggiungere prezzi molto alti. Gli altri mobili, invece, parlano a un pubblico meno specializzato, che magari ha conosciuto quelle forme sulle riviste, sui social o durante un viaggio. «Molti dei nostri clienti sono stati in Nord Europa, hanno apprezzato quella terra, si sono sentiti in sintonia e vogliono avere in casa un qualcosa che rappresenti anche la Scandinavia», racconta Dall’Olio.
Fra i mobili più riconoscibili i sideboard, le credenze basse che oggi trovano facilmente posto in soggiorno, magari come mobile TV. In origine, però, avevano usi diversi: «C’erano gli highboard, leggermente più alti, che venivano usati spesso nelle sale da pranzo come mobili contenitori per posate e piatti. E poi c’erano i sideboard classici, il mobile da soggiorno, spesso con la funzione di porta dischi in vinile o di contenitore per gli oggetti» spiega Dall’Olio.

Le televisioni di oggi, dicevamo, hanno dato a molte di queste credenze una collocazione nuova. «I designer degli anni Cinquanta hanno cercato di semplificare al massimo il mobile: avevano eliminato le serrature, anche le ante a battente, preferendo quelle scorrevoli, per lasciare solamente il legno, senza altri materiali. Le linee sono minimali». In molti pezzi ritorna il teak, uno dei legni più caratteristici del design danese degli anni Cinquanta, il cui successo contribuì a diffonderne l’impiego nell’arredamento moderno anche fuori dalla Scandinavia.
Ikea e i collezionisti
C’è poi Ikea, che per molti rappresenta il primo incontro con l’arredo scandinavo. Dall’Olio le riconosce un ruolo decisivo nella diffusione di quelle forme: «Ha reso democratiche le linee e alcuni mobili disegnati da grandi designer». La produzione in serie e la vendita dei mobili smontati hanno contribuito a renderli accessibili. Oggi alcuni modelli d’epoca vengono guardati in modo diverso: «Ci sono collezionisti di pezzi Ikea vintage. Anche noi abbiamo qualcosina» racconta, indicandone alcuni in magazzino.
Non basta, però, che un oggetto sia vecchio per renderlo raro: contano il progetto, la provenienza e le condizioni in cui è arrivato fino a noi.
L’esperienza serve anche a capire quando un restauro ha senso. Nello spazio di Roncadelle Casafika interviene, secondo Dall’Olio, sull’80-90% dei mobili che arrivano. Dopo il laboratorio, i pezzi passano alla finitura con cera o olio danese e poi al set fotografico. Per un oggetto da collezione, tuttavia, l’intervento richiede particolare cautela. «Il collezionista desidera l’oggetto nelle condizioni originali. All’inizio mi è capitato di fare l’errore di voler restaurare perfettamente una seduta, però a quel punto, spesso, il collezionista non è più interessato, perché è stata troppo rimaneggiata». Anche un’etichetta originale o un timbro a fuoco, aggiunge, possono fare la differenza nel documentare la provenienza di un pezzo.

Pezzi di vita
Alcune volte, poi, in laboratorio, insieme al mobile arriva anche qualcosa d’altro. Pezzi di vita, ricordi e parole rimaste custodite in madie e cassetti. «I ritrovamenti più curiosi, negli anni, non sono stati tanto i mobili in sé, ma quello che abbiamo trovato dentro», dice Dall'Olio.
È il caso, per esempio, di una cassettiera porta litografie, che nel suo viaggio fino a Brescia è arrivata carica di disegni, acquerelli, cartoline, lettere e materiali di mostre messi da parte nel corso di decenni dal proprietario. «Aprendo ogni cassetto abbiamo ricostruito la vita di questo artista» racconta Dall’Olio.
Acquirenti
Ma chi compra il design scandinavo, oggi? Online Casafika vende in tutto il mondo, specialmente negli Stati Uniti e in Nord Europa.
A Brescia, invece, i clienti non sono soltanto collezionisti, ma soprattutto giovani coppie che hanno acquistato casa e stanno scegliendo come arredarla, oltre che architetti e designer di interni che accompagnano i propri clienti. Casafika riceve su appuntamento e organizza una giornata mensile di magazzino aperto: in quelle occasioni arrivano visitatori anche da Milano, Verona, Trento e Genova. Il 22 ottobre festeggerà, invece, i suoi cinque anni di attività con un evento speciale nella sede di Roncadelle.
Altri negozi e piattaforme
Per chi vuole andare alla ricerca di un pezzo, gli indirizzi comprendono anche altri negozi specializzati e piattaforme online. A Brescia c’è anche Cremonesi Scandinavian Design, che seleziona mobili, lampade e oggetti scandinavi del Novecento. Online, Pamono raccoglie proposte di arredamento scandinavo, dalle credenze in teak alle sedute d’autore, e comprende anche modelli Ikea fuori produzione. Catawiki segue invece la strada delle aste, con vendite dedicate al design e appuntamenti specifici per l’Ikea vintage.



