È appassionato di cicloturismo ed è un alpino: vuoi non arrivare all’Adunata di Genova in bici? Lo ha fatto eccome, Osvaldo Maurilli, 58enne, che è partito da Montichiari mercoledì 6 maggio, è giunto a destinazione venerdì mattina 8 maggio e ripartirà per tornare a casa lunedì 11 maggio, sempre pedalando.
Per raggiungere Genova, ha percorso circa 250 chilometri, riuscendo a godersi un viaggio condotto con la volontà e lo spirito di chi pedala per apprezzare i luoghi attraversati. Come attrezzatura «tecnica» ha scelto il Tricolore, il manifesto dell’Adunata e il giubbotto catarifrangente con la scritta «Alpini Montichiari»; di cui oltretutto, da quest’anno, è pure uno dei consiglieri.

Un’abitudine
Quella di Osvaldo, classe 1967, verrebbe da chiamarla, in gergo giornalistico, «impresa», se fosse un'esperienza unica. Ma non è affatto unica: alle Adunate Alpine, lui, praticamente, ci va sempre in bici. «La prima adunata in bici è stata a Piacenza, poi Pordenone (Vicenza-Pordenone in bici), Treviso, Trento e Milano (queste due sia andata, sia ritorno), Rimini, Udine, l’anno scorso Biella, quest’anno Genova e l’anno prossimo sarà una passeggiata, essendo a Brescia! – ci racconta –. Da Genova tornerò completamente in bici, cambiando tragitto e affiancando il mare, per visitare la zona di Rapallo e di Chiavari, ad esempio. Dal primo maggio, sono in pensione, dunque ho più tempo, oltre ad avere una moglie molto comprensiva, naturalmente!».
Per arrivare a Genova, spiega, «mi sono diretto verso Cremona, passando per Gottolengo e Pralboino; poi ho preso la ciclabile del Po in direzione Caorso; da lì ho proseguito su strade secondarie che mi hanno portato a Piacenza e ho imboccato la ciclovia del Trebbia, arrivando a Bobbio, un bellissimo borgo medievale che merita davvero una visita. Ho poi proseguito lungo la statale 45 fino al Passo della Scoffera, infine gli ultimi 30 chilometri fino a Genova, dove in questi giorni sono stato ospitato all’oratorio Santa Annunziata di Sturla, assieme agli amici Alpini del gruppo di Pralboino che ringrazio molto per la compagnia».

Ma, in origine, come è nata l'idea di raggiungere le Adunate Alpine in bici? «Bella domanda! – ci risponde l’alpino Osvaldo –. Non sono un ciclista, non faccio agonismo e non mi interessano medie e prestazioni: io sono un cicloturista, passione che ho conosciuto perché facevo parte della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta). Così ho scoperto il piacere di andare in bicicletta e scegliere i tragitti, scoprendo nuovi posti, strade, piste ciclabili e paesaggi. Con questo spirito affronto le mie avventure in bici: un’occasione per conoscere i luoghi».



