Storie

Non c’è solo la performance, a Brescia lo sport crea comunità

Non più solo prestazione, ma occasione per muoversi insieme, abitare i quartieri e costruire relazioni. Dai running club ai gruppi di cammino, fino alle attività nei parchi: anche così si combatte la barriera della solitudine
Giulia Camilla Bassi
Sport al parco - © www.giornaledibrescia.it
Sport al parco - © www.giornaledibrescia.it

Non più solo agonismo o sfogo personale. A Brescia lo sport sta cambiando forma: diventa occasione per uscire di casa, conoscere persone, abitare i quartieri, creare routine condivise. Si corre insieme, si cammina in gruppo, ma non solo: si fa tai chi al museo, meditazione in biblioteca, basket nei playground, attività motorie nei parchi. Più che la performance, si cerca la presenza. E lo sport può diventare, per molti, comunità.

Negli ultimi anni la dimensione sociale dello sport, infatti, è cresciuta ovunque, ma in città il fenomeno sembra aver trovato un terreno particolarmente fertile. Basta osservare il proliferare di running club, gruppi di cammino, attività gratuite o accessibili a prezzi calmierati, organizzate da associazioni, enti culturali, realtà del terzo settore e dal Comune stesso. Una rete frammentata ma vivissima, che racconta un bisogno comune: fare movimento sì, ma stando insieme.

I running club

Tra i simboli più evidenti di questa trasformazione ci sono i running club. Gruppi fluidi, spesso informali, che mescolano allenamento, networking e lifestyle. Anche a Brescia sono cresciute le community che si ritrovano per correre in compagnia, la sera o all'alba, con ritmi accessibili e approccio inclusivo.

È il caso del capitolo bresciano del Mikkeller Running Club, network internazionale nato per unire corsa e convivialità: si corre insieme e poi ci si ferma per una birra, possibilmente quella di Mikkel Bjergsø, colui che ha dato origine al movimento. A Brescia l'appuntamento è ogni primo sabato del mese, con partenza e arrivo all'osteria Martah in piazzetta Tito Speri.

Nel panorama cittadino, leader indiscusso del running collettivo è però CorrixBrescia, realtà non profit patrocinata dal Comune di Brescia che porta la corsa su strada, il nordic walking e il trail running in centro e nei quartieri. L'appuntamento classico è ogni giovedì sera da ottobre a fine maggio, con partenza da Piazza Vittoria: due giri da circa 4 km ciascuno, partenza alle 19:30 per il gruppo Special (che accompagna runner con disabilità) e per il trail, poi, a seguire, i gruppi per ritmo – dal più veloce (5 minuti al km) ai camminatori tranquilli – con riscaldamento collettivo, ristoro finale e percorsi che cambiano ogni mese. Chi vuole provare senza impegno può farlo con l'iscrizione «only one day» a 3 euro direttamente al village allestito in piazza Vittoria prima della partenza.

Anche il Brescia Breakfast Running Club offre diverso appuntamenti cadenzati, il più identitario, però, è quello del giovedì mattina alle 6:15 con un percorso da 5 km che prevede, sì, la corsa, ma anche una colazione tutti insieme.

I gruppi di cammino

Ma il fenomeno va ben oltre la corsa. Tra la città e la provincia sono attivi 56 gruppi di cammino, spesso legati ai quartieri e promossi in collaborazione con Ats. In città si incontrano al Parco Castelli, al Parco Pescheto, a Folzano, San Bartolomeo, San Polo Cimabue, Villaggio Sereno e Campo Marte. Attività gratuite e semplici, dove due o tre volte a settimana si percorre un tragitto sicuro guidati da un conduttore formato da Ats. Niente intensità o prestanza atletica, l'obiettivo è continuità, benessere e abbattere una delle grandi barriere del presente: quella della solitudine

D'estate il testimone passa all’iniziativa Sport al Parco, il programma che dal 1 giugno al 1 agosto porta l'attività fisica direttamente nei quartieri con trentatré corsi distribuiti tra zona nord, ovest, sud, est e centro, tra cui pilates, tai chi, yoga, hip-hop, danze popolari, ginnastica posturale, allenamento funzionale, corri e cammina. Dal Parco Castelli a Mompiano, al Viridarium di Santa Giulia, passando dal Parco della Pace a Folzano, fino ai Giardini di Andrè Via Tiziano a San Polo: la città si trasforma in una palestra a cielo aperto, accessibile e diffusa.

In università

Anche il mondo universitario contribuisce a questa nuova geografia: gli studenti internazionali di Esn Brescia organizzano mensilmente tornei, attività outdoor e appuntamenti sportivi informali che diventano occasioni di incontro tra italiani ed Erasmus. Lo sport funziona, in questo caso si può ben dire, come lingua universale. E vale la pena citare anche le prime esperienze di meditazione in biblioteca: la sede di Tremosine ha aperto una strada che, chissà, potrebbe presto diffondersi nel resto del sistema bibliotecario bresciano.

Ed ecco dunque che, dopo anni in cui lo sport è stato raccontato soprattutto attraverso performance, risultati, corpi perfetti e produttività personale, cresce il desiderio di pratiche più accessibili, sostenibili e collettive. Attività dove conta, sì, il movimento, ma anche la possibilità di rallentare, creare connessioni, sentirsi parte di qualcosa.

Il successo dei running club e dello sport sociale ci sembra quindi ben descrivere la risposta molto contemporanea a un problema contemporaneo altrettanto diffuso: la difficoltà di costruire relazioni spontanee. E forse è proprio questa risposta, fatta di corse condivise, passeggiate nei quartieri, tai chi e pratiche lente, a risultare così potente: un movimento attivo, vitale e consapevole che, prima ancora del corpo, rimette in moto il senso di comunità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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