Storie

Malato di Sla da anni, Carlo Antonini ha fondato la sua associazione

«The Big Family» vuole sostenere disabili e persone in difficoltà in Valtrompia
Barbara Fenotti
Carlo Antonini
Carlo Antonini

Dal letto della sua casa di Sarezzo, dove la Sla lo costringe da anni, Carlo Antonini continua a sognare e a costruire. In questi giorni ha realizzato uno dei suoi sogni: insieme all’amico di sempre, il volontario Valerio Archetti, per tutti «Gepi», ha fondato la nuova associazione «The Big Family» (La grande famiglia) per sostenere disabili e persone in difficoltà in Valtrompia.

Carlo, 60 anni, colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica nel 2015, è da sempre un punto di riferimento per la comunità: prima da attivissimo volontario vicino alla parrocchia, poi – anche dopo la scoperta della malattia – in veste di promotore di iniziative di solidarietà. Come la raccolta di generatori per malati di Sla e bambini con atrofia muscolare spinale, per garantire loro la continuità elettrica di cui dipendono.

Più di recente con un lungo post su Facebook ha denunciato l’assurda richiesta dell’Inps di restituire 1.000 euro di accompagnamento per un ricovero oltre i 29 giorni: quel messaggio ha smosso l’opinione pubblica e permesso di risolvere un problema che toccava tante persone. Per tutto il bene che ha fatto, il Comune di Brescia nel 2023 ha conferito a lui e alla moglie Valentina Epis, sua insostituibile spalla, il Premio Bulloni. L’anno successivo il Comune di Sarezzo lo ha insignito del Faustino d’oro.

Il progetto

Ora nasce «The Big Family», il cui primo obiettivo è acquistare un furgone attrezzato per il trasporto in carrozzina più moderno e affidabile di quello attualmente usato da «Gepi». L’idea è quella di raccogliere fondi dalle aziende del territorio, offrendo in cambio spazi pubblicitari sul veicolo.

«Più alta sarà la donazione, più grande sarà la pubblicità» spiega Carlo, che comunica tramite un dispositivo elettronico speciale. La possibilità di dedurre le donazioni ha portato alla scelta di costituire un’associazione formale, con statuto e tesseramento. Accanto a Carlo ci sono la moglie Valentina e un gruppo di volontari instancabili: Franco, Ezio, Nadia, Claudia, Stefano, Alessandra e Guido, anche lui invalido, di Zanano. «Siamo una piccola associazione ma diventeremo una grande famiglia», promette Carlo. Per informazioni scrivere su WhatsApp al 333.6992588 o via email a carlopiero65@gmail.com.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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