Storie

Non solo calcinculo: i mirabolanti 50 anni del luna park di Desenzano

Ci sono le tradizioni che resistono (il Brucomela, le noci di cocco) ma anche le novità adrenaliniche: sul Garda non è estate senza fare un salto tra le giostre del Summer Park a Monte Mario
Alice Scalfi
Il luna park di Desenzano del Garda
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Il luna park di Desenzano del Garda

Il cartello «Noci di cocco - Bibite fresche» sembra uscito dagli anni Settanta. Ma ha sullo sfondo una giostra alta decine di metri che aspetta i primi coraggiosi. Bastano pochi passi per attraversare cinquant’anni di luna park. È più o meno così che funziona il Summer Park, inaugurato venerdì 3 luglio a Desenzano del Garda: tradizione e novità convivono senza disturbarsi.

Da una parte il cocco e il calcinculo – o, per chi preferisce, la «giostra a catena» –, dall’altra attrazioni che sfidano la gravità. In mezzo, una quarantina di famiglie di giostrai che, per quasi due mesi, trasformano Monte Mario in un piccolo paese itinerante. Un paese che vive di volti, abitudini, battute che si ripetono da una vita e rituali che resistono al tempo.

Una veduta del Desenzano Summer Park
Una veduta del Desenzano Summer Park

Se c’è qualcuno che questo paese lo conosce metro dopo metro è Marco Piccaluga. Elegante e pettinato – lo è sempre (non per modo di dire), anche con 40 gradi nel pieno della serata –, si muove da una parte all’altra del parco con la naturalezza di chi ci è cresciuto dentro. Un momento prima accoglie le autorità per l’inaugurazione, quello dopo è già dietro la cassa degli autoscontri a vendere gettoni. «Dopo passa all’autoscontro», ripete a chiunque incontri. Nel frattempo ringrazia per tutto, risponde al telefono, saluta un giostraio, controlla che tutto proceda senza intoppi. È un po’ il punto di riferimento di quel villaggio viaggiante che ogni estate prende forma a Desenzano.

La storia

Perché è vero che il Summer Park taglia quest’anno il traguardo della 52esima edizione, ma è altrettanto vero che la sua storia si confonde con quella della città da oltre un secolo. Il primo nome che riaffiora nei ricordi di casa è quello di Michele Piccaluga, nato nel 1901, che montava le sue giostre al campo Dal Molin. Ma la tradizione, con ogni probabilità, era già iniziata prima di lui. Allora le attrazioni arrivavano trainate dai cavalli. Niente motori, niente luci, niente musica a tutto volume: altalene, gabbie e giostre che si muovevano con la forza di chi ci saliva sopra. Poi è arrivata l’elettricità e il luna park ha iniziato a cambiare volto. Nel frattempo ha cambiato anche casa: prima il calcinculo alla Maratona, praticamente a un passo dall’acqua, poi gli anni della Spiaggia d’oro e infine Monte Mario. Le attrazioni sono diventate sempre più alte e spettacolari, perché «oggi tutti vogliono andare in alto e girare». E postare.

Il vecchio calcinculo alla Maratona
Il vecchio calcinculo alla Maratona

Il Summer Park

Basta iniziare a camminare e il Summer Park si racconta da solo. Davanti a quella vertigine verticale che è Black Mamba una mamma guarda il figlio appena piazzato sul sedile e domanda al giostraio: «L’hai legato bene?». Lui sorride appena. «Mmm…». Qualche passo più avanti, per tranquillizzare chi teme di non uscire più dal labirinto di vetro, il collega della Casa di Ghiaccio ripete una frase che probabilmente pronuncia ogni sera, più volte a sera: «Nessuno ha mai dormito nel labirinto di notte». Le giostre fanno il loro mestiere. Ma sono le persone a regalare lo spettacolo migliore.

La casa del ghiaccio - © www.giornaledibrescia.it
La casa del ghiaccio - © www.giornaledibrescia.it

Così il Summer Park diventa un piccolo trattato di antropologia. I bambini trascinano i genitori verso il trenino o lo scivolo più alto, ed escono dai cancelli stringendo un peluche mai abbastanza grande rispetto al desiderato. Gli adolescenti, invece, sembrano appartenere alla stessa tribù urbana, anche quando arrivano da compagnie diverse. I ragazzi si sfidano al «pungiball», le ragazze seguono un dress code che nessuno ha mai imposto ma che tutti sembrano conoscere: un’uniforme composta da pantaloncini inguinali, Nike bianche ai piedi, calzino bianco sportivo, Nike anch’esso. Il nero mette tutti d’accordo per le t-shirt, maschi e femmine. E le sigarette elettroniche fanno capolino con la stessa frequenza degli smartphone.

Ma ci sono anche le coppie che non ti aspetti. Quelle che passeggiano mano nella mano senza bambini al seguito, si fermano davanti alle giostre, osservano chi sale e chi scende, magari dividono un sacchetto di patatine e tirano dritto. Il Summer Park come luogo del cuore: «Venivamo da ragazzi, ancora non ci conoscevamo. Oggi ci rimane un po’ di nostalgia».

Genitori e figli

Quasi sempre a metà tra il protagonista e il defilato, c’è la maxi categoria dei genitori. Quelli che non salgono più sulle giostre ma le vivono da bordo pista, quelli con lo sguardo che corre dalla birra fresca alle attrazioni, sempre pronto a intercettare il figlio che passa per l’ennesima volta. Sul tavolo, accanto al bicchiere, il blocchetto dei tagliandi resta a portata di mano. Venerdì sera, complice il carnet inaugurale da 24 euro valido per tutte le giostre (in aumento: l’anno scorso pressoché lo stesso carnet costava 19,99 euro), i conti sono un po’ più semplici del solito. «Ultimo giro». Poi arriva un’altra richiesta, il blocchetto è finito e il portafoglio si apre di 4 euro in 4 euro (costo medio per il «giro in giostra»).

Intorno, del resto, è tutto un invito a ricominciare. C’è il brucomela, che continua a resistere alle mode come il cocco. Ci sono gli scivoli altissimi, affrontati dai più piccoli con un coraggio che gli adulti guardano da sotto. I trenini, variegati, viaggiano a velocità diverse: uno corre, un altro passeggia, uno addirittura si concede il lusso del romanticismo, con tendine che si chiudono sui sedili per regalare qualche minuto di riservatezza alle coppiette. Poi arrivano le attrazioni che mettono alla prova lo stomaco.

Le attrazioni

La nuova Hummer, annunciata nelle settimane scorse, non c’è: gravi motivi familiari hanno costretto il gestore a rinunciare alla tappa desenzanese. Ma ci si può certo consolare con il Black Mamba, che porta a 40 metri d’altezza sfiorando i 90 chilometri orari, e il Maxxx, un gigantesco pendolo che continua a salire finché il vuoto sembra prendere il sopravvento.

Restando a terra ci sono i giochi. Prendiamo il tiro a segno: trenta colpi col fucile costano dieci euro. Ventisette centri bastano per conquistare un peluche, ma piccolo. Per quello grande serve una mira ancora più precisa. E basta alzare gli occhi per capire perché valga la pena provarci. I premi sembrano avere una sola regola: esagerare. I peluche invadono i banconi, risalgono lungo le pareti degli stand e, in alcuni punti, formano quasi un soffitto di Stitch, orsi e personaggi dei cartoni animati sotto il quale passano i visitatori.

Infiniti i peluche premio
Infiniti i peluche premio

Alla Bustarella, invece, la fortuna segue regole tutte sue. C’è chi torna a casa con un massaggiatore per i piedi e chi, dopo un’estenuante trattativa con il gestore, si convince che una stampante sia un premio decisamente interessante.

Anche la sicurezza – tema carissimo al Summer Park – si nota, ma senza imporsi. Le guardie sono ovunque cada l’occhio e, nonostante le spalle parecchio larghe, restano discrete. Quasi ci si dimentica della loro presenza. Ma è indispensabile anche a dire dei genitori presenti: «Così si sta tutti più tranquilli. Basta ci siano».

Dove e quando

Il parco ha ufficialmente aperto venerdì 3 luglio e lo rimarrà fino al 23 agosto, sempre dalle 20. Novità 2026: la domenica i cancelli aprono sin dalle 18. L’ingresso resta gratuito.

Qualche appuntamento di questa stagione. Mercoledì 8 luglio, dalle 10 alle 12, torna la mattinata dedicata alle persone con disabilità, con giostre gratuite e la partecipazione delle associazioni del territorio. Giovedì 9 luglio è invece la volta della serata dedicata alle donne, con iniziative e omaggi per le prime partecipanti. Seguiranno la festa in stile coreano il 16 luglio, quella delle famiglie il 30 luglio, lo zucchero filato gratuito per tutti il 6 agosto e la festa della birra il 13 agosto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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