Oggetti da usare e da vivere, sfruttando un materiale, la ceramica, che richiede manualità, tatto e presenza fisica, in un atto creativo che, assicura Leyla Sadik, diventa anche terapeutico. Trentasette anni, nata e cresciuta a Budapest e arrivata a Brescia nel 2021 «per amore», Leyla è l’anima e il cuore dietro Leyla Ceramics, lo studio con sede in via Veneto nel quale crea, progetta e insegna.
«L’amore con la ceramica è nato quando ero bambina, avevo solo 3 o 4 anni quando mia mamma mi portava a laboratori legati a questo materiale – ha raccontato –. Dopo la scuola media ho studiato moda, poi mi sono laureata come graphic designer, affascinata dall’idea del poster stampato. Sono seguiti due anni come decoratrice, poi ho iniziato a lavorare come grafica, ma mi sono resa contro che mi mancava toccare la materia e che rivolevo la sensazione di poter trasferire la mia creatività in qualcosa di tangibile, di concreto».

Stanca di un settore sempre più digitalizzato come la grafica, quindi, nel 2018 Leyla è tornata al primo amore, la ceramica. «Ho frequentato qualche corso, ricominciando a sperimentare a casa, e da lì non ho più smesso. Amo, di quello che faccio, la tridimensionalità e l’aspetto legato alla forma». Insieme a quello che è oggi suo marito, conosciuto a Budapest e dopo un periodo a Lanzarote, nel 2021 arriva a Brescia. «Lui ha padre bresciano e mamma ungherese, è nato qua, quindi siamo tornati. Ho subito deciso di continuare ad esplorare con la ceramica: ho vinto un bando del Moca per ottenere uno spazio di lavoro, e per due anni e mezzo è lì che ho lavorato».
Esaurito il bando, in un luogo che ha definito «stimolante e di costante scambio con gli altri artisti», Leyla si è poi trasferita in un suo laboratorio in via Veneto. Lampade, cestini e non solo: il suo lavoro d’artista, esposto in mostre personali e collettive in spazi come Palazzo Martinengo le è valso pubblicazioni prestigiose come Marie Claire Hungary o Elle Decoration Hungary, e a questo si è poi affiancato quello di docente in corsi e workshop in tutta la provincia.
«Tengo laboratori tra città, laghi e Franciacorta, a Castello Quistini. Insegno a gente che arriva anche da molto lontano: a Brescia la ceramica è un materiale conosciuto, ci sono tanti artisti e laboratori, ma in altre città non è così». Laboratori, corsi e anche addii al nubilato. «Ho iniziato la scorsa estate sui laghi di Garda e Iseo, ho persone che arrivano anche da Pavia o da Como per provare un’esperienza immersiva un po’ diversa». Ciò che più la affascina, racconta, è vedere il processo creativo di ciascuno.
«Il 98% delle mie clienti è donna, ma ogni tanto arriva qualche fidanzato o marito: è bello vedere come uomini e donne siano creativi in modo diverso. Mi piace anche vedere la riscoperta della propria manualità da parte di persone che magari non facevano qualcosa di pratico di questo tipo da decenni. Arriva sempre qualcuno che mi dice “non so fare niente”. È impossibile. Tutti, con diversi livelli di maestria chiaramente, abbiamo qualcosa di creativo da mettere in pratica, anche se nel mondo di oggi la manualità passa spesso in secondo piano».

La praticità in un mondo che corre insieme al digitale può in effetti sembrare rivoluzionaria. «Come mi dice spesso Andrea di Castello Quistini, il nostro lavoro da artigiani è una di quelle cose che nessuna intelligenza artificiale potrà mai rimpiazzare».
L’unico aspetto digitale, in effetti è la sua pagina social. «Una vetrina imprescindibile ormai. Mi piace occuparmene personalmente, curare il contatto con chi farà i miei corsi o mi commissiona un pezzo in ceramica dall’inizio. Anche la comunicazione è fondamentale». Il suo profilo racchiude oggetti dotati sempre di due caratteristiche: bellezza e funzionalità. «Voglio che vengano realizzati pezzi che si possano usare e lavare. Magari a mano, con calma, riscoprendo un po’ di lentezza che oggi ci manca».
Obiettivi per il futuro? «A breve termine una serie di prodotti per Natale e vari laboratori in programma a novembre e dicembre. Sogno nel cassetto? Magari essere pubblicata su Marie Claire Italia…»


