Giovanni appende il martello al chiodo dopo 65 anni da calzolaio

Signorini ha un negozio al quartiere Primo Maggio e, alla vigilia degli 89 anni, va in pensione: «Starò con mia moglie o... camminerò»
Giovanni Signorini nel suo negozio - © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Signorini nel suo negozio - © www.giornaledibrescia.it
AA

La serranda al numero 5 di Quartiere Primo Maggio verrà abbassata per l’ultima volta martedì prossimo, ultimo giorno del mese. Dopo 65 anni.

Il calzolaio del quartiere, Giovanni Signorini, va in pensione alla vigilia degli 89 anni. Classe 1937, originario di Borgo Poncarale, costruisce e ripara scarpe da quando aveva 11 anni: «Ho finito la quinta e mi hanno mandato a bottega –  ricorda –. La maestra ha detto a mia madre che avevo le doti per andare avanti, ma mio padre disse che avrei dovuto lavorare».

La carriera

Era così una volta, niente obbligo scolastico e nessuna obiezione. Gianni inizia a lavorare nella bottega di un amico di suo padre che, non avendo figli, aveva bisogno di un apprendista. Imparato il mestiere arriva in via Cremona, in città, e dopo il servizio militare il suo maestro gli segnala che in Quartiere Primo Maggio era in vendita una calzoleria. E così iniziò una storia lunga più di sei decadi.

«Ho lavorato tanto – racconta – e così col tempo ho comprato anche i muri. Tra qualche giorno metterò anche il cartello "vendesi"». Il lavoro negli anni è cambiato molto: «In pochi fanno riparare le scarpe – dice – perché quelle di oggi non sono di grande qualità, è tutta gomma». E aggiunge:«Non ci sono neppure giovani che vogliono imparare il mestiere. Bisogna anche dire che è troppo costoso insegnare ad un apprendista che, giustamente, va pagato e assicurato per due-tre anni».

Insomma è un cane che si morde la coda: scarpe che non vale la pena riparare e persone sulle quali non vale la pena investire. Nel negozio i segni di un lavoro di un tempo: nessuna macchina moderna, ma macchine da cucire per il cuoio, pinze, martelli, trincetti e coltelli vissuti, fustelle, chiodi e punzoni. Che siano gli ultimi giorni di lavoro lo denuncia anche l’olfatto: in negozio non si percepisce più quel tipico odore di colla neoprenica che entra nelle narici e resta lì per ore.

Il quartiere

Giovanni Signorini ha visto il quartiere a Ovest della città cambiare in questi 65 anni: «Il Primo Maggio è sempre stato popolare, ma prima era vitale, ora i giovani se ne sono andati e sono rimasti solo gli anziani. Ci sono alcuni giovani stranieri, ma il quartiere avrebbe bisogno di vita».

E indica le tre file di scaffali a «L» che occupano due pareti della bottega, ormai quasi completamente vuoti: «Erano sempre pieni – dice con amarezza –. Quando c’era la Petitpierre e in via Orzinuovi la Pietra si lavorava moltissimo, io aprivo alle 5.45, da qui passavano gli operai, mi lasciavano le loro scarpe e ci accordavamo sul ritiro di lì a qualche giorno in base al lavoro da fare. Da quando hanno chiuso il lavoro è calato, ma mai come da 5 anni a questa parte».

Vita e riposo

Ora, dopo una vita di lavoro, Gianni Signorini va in pensione: «Non potevo più rimandare data l’età» dice. Quando gli si fa notare che la sua età la porta benissimo, lui risponde pronto: «È perché ho sempre fatto sport». E allora apre i cassetti più gioiosi dei ricordi e racconta di quando, da dilettante, giocava come centravanti nel Carpenedolo e di quando allenava i bambini a calcio. Sulle pareti ci sono le fotografie della figlia Cristina e del nipote Alessandro da piccolissimo e ora («Lo sa, fa il calciatore anche lui – dice –, in serie D a Milano. Ma lui è portiere»).

Una domanda non può mancare, quella sui programmi dal primo aprile:«Nessun programma – risponde – farò tante camminate. Starò a casa con mia moglie Adele, temo sarà difficile abituarsi a stare così tante ore in casa insieme, ma andrò in centro a fare lunghe passeggiate quando vedrò che si mette male... Sa, fa bene camminare».

Sorride con quei vivaci occhi azzurri che mostrano il guizzo di una vita passata a parlare con la gente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...