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Brescia Underground, il nuovo obiettivo sotterraneo è l’«Abisso del Re»

Il sodalizio in 20 anni ha creato un modello ora esportato anche a Crema e Trieste. Ma a Brescia è in arrivo un nuovo percorso
Brescia Underground, esplorazione del canale Cantarane in zona piazzale Arnaldo - © www.bresciaunderground.com
Brescia Underground, esplorazione del canale Cantarane in zona piazzale Arnaldo - © www.bresciaunderground.com
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C’è il percorso che dal Serraglio, secolare partitore che divide nel cuore del centro storico le acque di Bova e Celato dando vita al Molin del Brolo e alla Garzetta, conduce fino al Carmine. Quello che svela i misteri ipogei di piazza Loggia. E ancora quello che porta a sud, con uno sguardo sulla cronaca nera degli Anni ’70. Ma per Brescia Underground, le sfide non finiscono mai.

Le novità

«Stiamo lavorando all’Abisso del Re, – racconta Andrea Busi – l’estrema coda dell’acquedotto del Rebuffone (già nella radice del nome c’è traccia d’acqua: «re», rivo, appunto, ndr), che scendeva da San Fiorano, ritenuta un’acqua eccellente, ma purtroppo scarsissima. Tanto che fu chiuso negli Anni ‘40. Si accederà dall’ex Fontanone e poi ex Lavatoi di piazza Tebaldo Brusato, divenuti più di recente pozzo di falda per A2A, e sarà il completamento di un percorso di esplorazione iniziato anni fa.

Inoltre, con la Loggia e il Consorzio di Bonifica Oglio-Mella, abbiamo dei progetti di riapertura di accessi privati, in cortili storici che possono offrire una prospettiva diversa, ampliando i nostri tour. Ma non sveliamo nulla, sarà una sorpresa...». Alla quale si potrà partecipare come già oggi a tutti gli altri percorsi di esplorazione prenotando tramite il sito web Bresciaunderground.com.

In trasferta a Crema e a Trieste

Brescia Underground in trasferta nel torrente coperto Starebrech a Trieste - © www.bresciaunderground.com
Brescia Underground in trasferta nel torrente coperto Starebrech a Trieste - © www.bresciaunderground.com

Ma il modello «Brescia Underground» è divenuto anche da esportazione. «All’inizio nessuno ci credeva. Ora da due anni stiamo lavorando anche a Crema: abbiamo un’autorizzazione del Comune che ci consente di aprire tutti i tombini ed esplorare. E abbiamo già elaborato il progetto per un tour. Nel frattempo abbiamo fatto amicizia con altri gruppi, a Bergamo e, soprattutto, a Trieste: con la Società Adriatica di Speleologia stiamo esplorando i torrenti che scorrono dal Carso fin sotto la città, un contesto particolarissimo. Un modo speciale per celebrare il nostro ventennale. Il fatto che in altri contesti ci diano fiducia è motivo di grande soddisfazione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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