In occasione dell’eclissi totale di Sole del 12 agosto scorso, tra i tanti osservatori arrivati in Spagna da ogni dove, c’era anche Ivan Prandelli dell’Osservatorio Serafino Zani. La meta del suo viaggio era Almazán, località situata a quasi 1000 metri di altezza, nella provincia di Soria, proprio al centro della linea di totalità dell’eclissi che dalla Spagna nord-occidentale arrivava alle Baleari.
Dove guardarle
Le immagini che ha catturato verranno presentate in occasione della serata pubblica del 5 settembre, alle 21, in programma all’Osservatorio del Colle San Bernardo di Lumezzane Pieve. Nel corso della stessa sera, dopo il reportage sul «Sole nero», seguiranno le ombre solari che scandiscono lo scorrere del tempo. Verrà descritta una meridiana di facile realizzazione, accessibile a tutti, sulla quale appare una linea d’ombra che indica l’istante del mezzodì locale e l’inizio delle stagioni.
Per capire come cambiano le ombre durante l’eclissi solare abbiamo parlato con Prandelli. «Più che le ombre cambiano le macchie di luce. Durante la lunga attesa ho collaudato gli strumenti».
Tecnica e strumenti
Tra questi non poteva mancare il telescopio. «Ci vuole del tempo per preparare l’attrezzatura e fare delle prove – ha detto – bisogna controllare sullo schermo del computer come appaiono le immagini del disco solare gradualmente coperto dalla Luna». Un lavoro dunque realizzato con attrezzature sofisticate, ma anche con oggetti di uso comune. Tra questi l’"El manehter foraat", ossia il mestolo forato. «La luce solare – spiega l’appassionato di astronomia – passando nei fori del mestolo non proietta tanti dischetti, ma delle piccole lune».
Idiomi celesti
Un aneddoto che comparirà nei prossimi capitoli del progetto «Idiomi celesti» che divulga l’astronomia in dialetto lumezzanese. Prandelli ha già tradotto e registrato nell’idioma locale i testi di una trentina di capitoli che descrivono i corpi e i fenomeni celesti visibili ad occhio nudo. Ogni capitolo viene tradotto anche in ladino grazie alla collaborazione di Francesca Limiroli, della Val di Fassa. «Non sarà facile spiegare il senso letterale della traduzione del mestolo – ha concluso – perché in lingua ladina il nome di questo oggetto ha un riferimento esplicito a una parte del corpo». Chi vorrà scoprire la traduzione potrà trovarla prossimamente sul sito www.zanihome.it.



