Brescia, più tiri e più occasioni del Bari. Ma non basta nemmeno questo

Le rondinelle hanno fatto registrare dati offensivi superiori agli avversari, che ha però hanno avuto il merito di essere più cinici
Un momento della sfida tra Brescia e Bari - © www.giornaledibrescia.it
Un momento della sfida tra Brescia e Bari - © www.giornaledibrescia.it

Metti una sconfitta, la settima consecutiva nel nuovo anno, contro un avversario di alto cabotaggio e dal potenziale incomparabile ai tuoi limitati mezzi. Metti però anche un’impressione di sostanziale «ingiustizia», per quello che il film della partita contro il Bari ha raccontato, unita a una rassegnazione di fondo che deriva dalla consapevolezza (anche inconscia) che, comunque si fosse sviluppato il copione di quella sfida, l’epilogo possibile fosse uno e uno soltanto.

Ed ecco che il cortocircuito è servito. Perché no, il Brescia non ha meritato di perdere sabato. Eppure il risultato finale non ha sorpreso nessuno. Né è stato accolto come una beffa atroce, ma come l’amara conferma (l’ennesima) di un trend in picchiata libera.

Più tiri e occasioni più frequenti

Il possesso palla di Brescia e Bari, sabato, si è fondamentalmente equivalso: 50.09 la percentuale delle rondinelle, contro il 49.91 dei pugliesi. Colpisce però la forbice tra il possesso offensivo della squadra di Gastaldello (47.54%, fonte Kama Sport) e quello biancorosso (26.81%). Si tratta, in proporzione, del dato più alto dell’intera stagione bresciana. L’altra «deviazione» rispetto al canovaccio delle ultime settimane riguarda i tiri effettuati: 17, mai così tanti nel 2023. Il Bari ha concluso di meno (anche questo è avvenuto di rado tra la fine del girone d’andata e questo scorcio di ritorno), ma ha avuto maggiore precisione (6 i tentativi verso lo specchio della porta, gli stessi dei biancazzurri).

La differenza sta tutta qui: il Brescia ha prodotto complessivamente di più, il Bari ha saputo essere cinico e ficcante quando doveva. È il confine che separa una grande squadra e una squadra fragile e vittima dei propri fantasmi. Poco importa, dunque, che il Brescia abbia avuto una frequenza d’occasioni migliore (5 minuti e 52 secondi, contro i 7 e 19 dei pugliesi), o abbia giocato più palloni nell’area avversaria (28 a 21). La linea di demarcazione è tratteggiata dall’indice di gol attesi: 1.66 quello del Bari, 1.26 per le rondinelle, cui non è bastato superare la soglia dell’1 per la prima volta dal dopo-Frosinone.

Girone di ritorno da incubo

Uno sforzo maggiore, nella proposta offensiva, c’è indubbiamente stato. Ma è un passettino in avanti che, in un momento come questo, ha un valore esclusivamente statistico. Non pratico. Perché poi, badando al sodo, l’attualità racconta di sette sconfitte consecutive nel girone di ritorno (record negativo che non si registrava dal 1958). Stilando una classifica dal giro di boa in poi, emerge che il Cittadella, prossimo avversario del Brescia, occupa la terza posizione con 14 punti, gli stessi del Genoa, appena 2 in meno del Frosinone.

In queste sette gare chiunque ha rosicchiato punti alle rondinelle: cinque Spal e Benevento, sei il Cosenza, addirittura nove Venezia e Como. Siamo ben oltre i campanelli d’allarme: qui c’è una sirena che sferza l’aria e frantuma i timpani.

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