Brescia, è l’ora di ripartire: tappa a Bolzano da non sbagliare

Alle 14 al Druso rondinelle ospiti del Südtirol: tre punti necessari per ritrovare anche un po’ di entusiasmo
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Domenica speciale per Dimitri Bisoli che oggi affronta il papà - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Domenica speciale per Dimitri Bisoli che oggi affronta il papà - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

L’importante è tornare da un viaggio diversi da come si era partiti. E da queste parti, c’è così bisogno di trovare energie, slanci e stimoli nuovi... Spunti e, soprattutto, punti. Non è ancora una questione di sopravvivenza e non lo diventerebbe nemmeno se anche oggi (ore 14, stadio «Druso» di Bolzano) il Brescia dovesse continuare a mantenere il suo ritmo da «gnagnera» declinato da una vittoria raccolta nelle ultime 13 partite e che dopo l’utimo successo ormai datato 27 novembre, ha preso solo due punti e segnato due gol.

Non è e non sarebbe questione di sopravvivenza grazie a una classifica corta come forse non lo è mai stata all’inizio di un girone di ritorno, ma la condizione di «vivacchiamento» e di stasi perenne inizia a non essere più accettabile. Tout court.

Passo stanco dentro un ambiente stanco con una società e un presidente a loro volta stanchi, rischiano di rappresentare un mix micidiale. Mettiamoci il mercato che è ancora un grande boh e aggiungiamo pure prospettive che rappresentano un boh ancora più grande: adrenalina e sali subito, grazie.

Le formazioni schierate - © www.giornaledibrescia.it
Le formazioni schierate - © www.giornaledibrescia.it

Non è allarmismo: semmai, realismo perché a oggi il Brescia, nella sua interezza, è più punti di domanda che certezze. A ciascuno il suo. E ad Alfredo Aglietti dunque la responsabilità - dopo la «prova generale» col Palermo e una sosta nella quale disseminare concetti - di essere l’allenatore giusto per ridare sangue a una squadra anemica e progressivamente snaturata e resa mentalmente debole dalla precedente guida Pep Clotet.

Normalizzare

Primo step, restituire normalità: qualcosina (ina) si era già visto prima della sosta. Ma è quella di oggi la prima vera prova del nove per il «nuovo Brescia» che dovrebbe tuttavia ritararsi sulla vecchia idea di un 4-3-1-2 in caso da mettere alla prova contro il semplice e per questo pericoloso 4-4-2 praticato dal fisicatissimo - oggi kg e cm saranno un tema della partita - Südtirol, al quale quella vecchia volpe di Bisolone ha impresso una impronosticabile marcia da play off: da che mister Pierpaolo ha messo piede a Bolzano, score di 6 vittorie, 8 pari e due sconfitte. Non sono un caso 26 punti in classifica. Uno in più di un Brescia decisamente non lineare (che fuori casa non vince da 4 mesi) e che sta vivendo solo di quanto messo in cascina nel primissimo segmento di stagione.

Un colpo oggi varrebbe molto più di un balzo nuovamente tra le prime otto: significherebbe togliere il tappo e consentire di riconnettere il filo di quelle emozioni delle quali i circa 1.100 che oggi saranno sugli spalti del «Druso» vanno disperatamente a caccia per sconfiggere gli effetti di quell’anestesia di cui sopra. È un momento questo del tutto particolare che in termini di disaffezione trova pochi, o nessun precedente. Cattive vibrazioni che si intrecciano con le dinamiche di un mese, quello di mercato, che con sé porta ulteriore instabilità figlia di rumors e indiscezioni. E chi più ne ha, più né metta. Il Brescia ci metta del suo: una ripartenza per ritrovare la leggerezza della felicità.

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