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Bibliotecaria per 42 anni, ora Nadia Bazzani passa il testimone

Ubaldo Vallini
Il congedo a Bagolino: «È stata una bellissima esperienza». L’incarico sarà affidato al collega Alessandro Ribaga
La bibliotecaria Nadia Bazzani © www.giornaledibrescia.it
La bibliotecaria Nadia Bazzani © www.giornaledibrescia.it
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Dopo 41 anni e 10 mesi la bibliotecaria Nadia Bazzani lascia il suo ruolo. La data formale è il 2 aprile, ma chi la conosce sa che le scadenze contano fino a un certo punto: pur essendo in ferie, in questi giorni è comunque presente, come volontaria, per seguire il passaggio di consegne. Al suo posto subentrerà Alessandro Ribaga, bibliotecario esperto e qualche anno più giovane.

La sua storia

Fin dal primo incarico si è occupata delle due biblioteche del paese: quella del capoluogo, oggi forte di circa 31mila volumi, una delle più ricche della Valle Sabbia, e quella di Ponte Caffaro, che ne conta oltre 10 mila.  «È stata una bella esperienza – dice –. Mi ha permesso di leggere molto, di incontrare persone e soprattutto di ascoltarle».

Dietro ogni prestito, infatti, c’è quasi sempre una storia. In più di 40 anni Nadia ne ha incontrate migliaia, trasformando la biblioteca in un luogo di relazione oltre che di libri.

Ha gestito circa 400mila prestiti, utenti fino a 95 anni, attraversando la trasformazione da semplice punto di prestito a moderna struttura culturale. Qualche difficoltà non è mancata: normative in continuo cambiamento, interpretazioni non sempre immediate, piccoli screzi inevitabili quando si lavora a contatto con tanta gente.

«Nulla però che non si sia potuto risolvere» precisa. Ringrazia con convinzione le Amministrazioni comunali che si sono succedute, sempre attente al servizio, e in modo particolare «il collega Gianbattista Bonelli e la direttrice di Sistema Alessandra Vittici, che non hanno mai fatto mancare il loro supporto».

Missione civica

Il suo racconto si intreccia con ciò che oggi si chiede a una biblioteca: non soltanto prestare libri, ma esercitare una vera missione civica, garantendo a tutti il diritto di accesso alla conoscenza. Una missione che passa attraverso ascolto e cura reciproca, tratti essenziali delle comunità della conoscenza.

Oggi le biblioteche sono luoghi fisici e virtuali in cui sviluppare competenze, creare relazioni, produrre cultura, trovare occasioni di formazione e aggiornamento. Un ecosistema che, a Bagolino, Nadia ha contribuito a costruire giorno dopo giorno. E ora? «Mi prenderò un attimo per guardarmi intorno» racconta. Ma il sorriso dice già il resto: accanto ai ruoli di moglie, madre e nonna, «già appaganti», continuerà a esserci anche per la sua biblioteca. Con meno orari da timbrare, forse, ma con la stessa cura che l’ha accompagnata per quasi 42 anni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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