Storie

L’avvocato Pettenati, il sindaco ritrovato di Mairano che disubbidì al padre

Si rifugiò sul campanile del paese per convincere il genitore a fargli completare gli studi: la sua storia è stata recuperata grazie al Gruppo di ricerca storica mairanese
Tonino Zana
L'avvocato Luigi Pettenati in un'immagine d'epoca
L'avvocato Luigi Pettenati in un'immagine d'epoca

Tanto di cappello al giovane «Gruppo di ricerca storica mairanese» se recuperiamo con precisione la figura eccellente dell’avvocato Luigi Pettenati, personaggio internazionale essendo stato console a Brema e a Nanchino, studioso mondiale per il regime delle acque dei fiumi e dei laghi, su cui scrisse un saggio che teniamo tra le mani con la paura di sdrucirne una virgola. Segnato maggio 1927 e stampato dalla Tipografia vescovile «Queriniana» dell’Istituto Artigianelli.

La «scoperta» (tra virgolette nel senso che l’assenza di una memoria devota porta alla scoperta perché i fatti in sé erano chiari), però, questa vecchia-nuova notizia intorno all’avvocato Pettenati è molto più intima e più bella e dobbiamo ringraziare il già sindaco (2004-2009) Gianpietro Bragaglio se la recuperiamo venendo a correggere il nostro errore, di me e del collega Gian Mario Andrico, quando scrivemmo nel libro dedicato alla storia di Mairano, a pag. 319, che primo cittadino, sindaco di Mairano dal 1951 al 1956 fu Ippolito Calini. Invece, dopo non pochissime visite, testimonianze documentali e orali, rivediamo il testo: il sindaco di Mairano dal 1951 al 1956 è stato l’avv. Luigi Pettenati. Si fosse trattato di un errata corrige, ci saremmo affidati alle cinque righe serie delle Lettere al Direttore, ma Pettenati è un personaggio grande così, perciò correggiamo e ne parliamo.

La ricerca

Qualche autorevole fonte istituzionale ci disse così e noi scrivemmo. Però qualcuno legge e corregge e in questi giorni l’ex sindaco Bragaglio ha allertato la nostra direzione sul probabile errore. Anche lui con in mano materiale indiziario e probatorio. Inoltre Ippolito Calini è stato per decenni consigliere comunale e personaggio di Mairano, «sostituirlo» alla voce sindaco non era semplice. Perciò ci siamo affidati alle carte e ai testimoni indiretti e diretti.

Le carte: il prefetto di Brescia nel 1953 e nel 1954 invia al «Sindaco di Mairano Sig. Cav. Pettenati avv. Luigi la comunicazione del decreto Presidenziale in cui viene nominato "Cavaliere dell’Ordine"Al Merito della Repubblica italiana». Bene: il 3 giugno 1954, l’avv. Pettenati, di suo pugno, ringrazia il prefetto e si firma con «Ossequi, il sindaco avv. Luigi Pettenati»: è la pistola fumante.

Non meniamo il can per l’aia, ma la memoria storica e non storica langue e di questi tempi sviene, per cui meglio mettere le mani avanti. Del resto, il sindaco di Mairano Filippo Ferrari, pure molto giovane, conferma e il già sindaco Gian Marco Quadrini ricorda bene che suo padre Pietro – anche lui primo cittadino di Mairano – parlava della bravura del sindaco Pettenati. Di più. Ancora Bragaglio e il factotum del «Gruppo di ricerca storica mairanese» Adriano Pellegrini, da una stanza molto bella della Sagra del Contadino, invitano alla festa del paese il nipote di Pettenati, Giovanni Ottelli. E il nipote ricorda che quando era sindaco il nonno alcune volte le giunte comunali si svolgevano in via XX Settembre a Brescia, dove c’era lo studio dell’avvocato; oggi è il civico numero 20.

L’aneddoto

Del ritrovato sindaco Pettenati dovremmo scrivere una pagina intera, aggiungere, per esempio, un aneddoto strepitoso: di quando disobbedì al padre il quale intendeva che il figlio si dedicasse alla molte proprietà terriere della famiglia, mentre il ragazzo non voleva abbandonare gli studi e allora si rifugiò sul campanile di Mairano – il più alto della provincia – per un giorno e una notte intera. A quella altezza gridava al padre Giovanni di lasciarlo libero negli studi, mentre la madre Ermenegilda Turrini pregava la Madonna e i Santi e soprattutto il parroco don Giovanni Brunori affinché l’orgoglio del padre, la passione del figlio e il suo cuore di mamma trovassero un posto dove sistemarsi in pace.

Ovvio, lo Spirito Santo fece il suo dovere e oggi possiamo ricordare, con il capo cosparso di cenere – in tanti per la verità – questa magnifica figura dell’avvocato Pettenati. Ben tornato signor Sindaco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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