Mezzi agricoli di una volta, fiori appesi ai cancelli, la musica a fare da colonna sonora e la strada che conduce alla piazza, cuore di Mairano, colma di gente. Basta attraversare il paese per ritrovarsi dentro la ventesima edizione della Sagra del contadino, dove anche le immagini in bianco e nero appese ai muri delle case raccontano il tempo che fu e riportano alla memoria gesti, volti e tradizioni di una comunità intera.
Passato, presente, futuro

Entrando alla Sagra si respira un’atmosfera fatta di passato e presente, memoria e voglia di guardare avanti. È il racconto delle radici di Mairano e della sua cultura contadina, riproposta non come semplice ricordo, ma come patrimonio ancora vivo, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni.
Fin dalle prime ore del mattino le strade del paese si sono riempite di persone, arrivate per vivere l’ultima giornata della manifestazione, iniziata venerdì 18 settembre, e partecipare a un appuntamento diventato ormai occasione di incontro per tutto il territorio. La mattinata si è aperta con il tradizionale taglio del nastro alla presenza di numerose istituzioni e rappresentanti del mondo associativo. Poi il viaggio tra passato e futuro è proseguito con le telecamere di Teletutto presenti a Mairano per il consueto appuntamento con «In Piazza con Noi».

Il sindaco Filippo Ferrari ha ricordato Walter Tomasoni, storico volontario scomparso alla vigilia della ventesima edizione, e sottolineato il lavoro necessario per mantenere viva la manifestazione. «Se oggi possiamo assistere e partecipare a questa festa è perché c’è un impegno costante, un lavoro che dura mesi e coinvolge tutte le associazioni e i privati che collaborano ogni giorno alla sua realizzazione. Una sagra come questa diventa ogni anno più complessa, ma di fronte alle difficoltà non ci tiriamo indietro. Al contrario, lavoriamo ancora più duramente per farla crescere e mantenerla viva».
Traguardi

La Sagra è stata anche l’occasione per presentare alcuni interventi sul territorio, dalla riqualificazione del campo da calcio in sintetico alla nuova rotatoria sulla Sp 9.
Poi il bilancio di vent’anni affidato a Gianmarco Quadrini. «Per noi questo ventennale è un grande traguardo. Avere qui così tante persone è un onore e un piacere e significa che quello che abbiamo seminato in questi vent’anni è germogliato in maniera importante. Anche quest’anno abbiamo superato i numeri delle passate edizioni e questo dimostra quanto la Sagra sia ormai considerata un appuntamento importante nel calendario della provincia di Brescia. Siamo un po’ tutti figli o nipoti di nonni contadini e la nostra intenzione era proprio quella di rivivere per tre giornate le nostre tradizioni, i nostri principi e i nostri valori».
Nuove generazioni

Tra le novità del ventennale c’è il progetto di digitalizzazione del museo contadino, realizzato con l’Accademia Santa Giulia. Un nuovo strumento per conservare e raccontare oggetti, testimonianze e memorie della storia del paese, rendendoli così pienamente accessibili anche alle nuove generazioni.
A completare la mattinata le parole di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, che ha richiamato il valore della memoria e il ruolo dell’agricoltura: «È davvero un piacere e un onore essere qui oggi a Mairano. Qui celebriamo le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura, che dobbiamo essere capaci di trasmettere anche alle nuove generazioni. Dobbiamo valorizzare la nostra storia, ma allo stesso tempo riconoscere il lavoro e il sacrificio dei nostri agricoltori, dando loro il giusto valore economico e la giusta redditività».


