Storie

L’alpeggio di Memmo diventa la scommessa di un giovane malgaro

Faceva l’imbianchino, ora Alessandro Tavelli gestisce la malga a Collio con asini, alveari e piccoli frutti. La storia del trentacinquenne che ha scelto di investire sul futuro della montagna
Barbara Fenotti
Alessandro Tavelli compirà 36 anni a novembre © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Tavelli compirà 36 anni a novembre © www.giornaledibrescia.it

A cambiare il corso delle cose è stato un bando del Comune di Collio. Alessandro Tavelli vi ha partecipato quasi come una scommessa. Tre estati dopo gestisce l’alpeggio comunale sopra Memmo, dove da giugno a metà settembre alleva gli animali, cura gli alveari, coltiva piccoli frutti e accoglie gli escursionisti.

Un’attività nata nel 2020 con tre asini e una vitella e cresciuta stagione dopo stagione, fino a diventare un’azienda agricola che oggi conta cinque mucche, ventitré asine, ventiquattro arnie e quattrocento piante di piccoli frutti.

Miele, marmellate e altri prodotti in vendita nell'azienda agricola © www.giornaledibrescia.it
Miele, marmellate e altri prodotti in vendita nell'azienda agricola © www.giornaledibrescia.it

Cambio vita

«Facevo l’imbianchino, poi ho lavorato anche in officina, ma il lavoro diminuiva sempre – racconta –. A un certo punto mi sono detto che era il momento di provarci davvero». Così il giovane di Memmo, che a novembre compirà 36 anni, ha scelto un mestiere che richiede presenza quotidiana e formazione continua. «Quest’inverno ho seguito a Brescia un corso di fecondazione artificiale: mi piace confrontarmi con altri allevatori e continuare a imparare».

Quando nel 2023 il Comune ha messo a bando l’alpeggio, Tavelli non si è lasciato sfuggire l’occasione. Da allora ha rimesso mano alla cascina sistemando il tetto, tinteggiando gli interni, allungando le grondaie, migliorando la strada d’accesso e recuperando parte dei pascoli. «Le migliorie non finiscono mai. Si fa quello che si riesce, un passo alla volta. Il prossimo obiettivo è trovare una stalla per aumentare il numero delle mucche».

In malga il lavoro è condiviso con i genitori, Norma e Ivano. «Ci dividiamo i compiti. Oggi loro sono su e io sono sceso». Le giornate non conoscono orari. «A chi pensa di intraprendere questo mestiere dico di farlo solo se è consapevole dell’impegno. Qui non esistono domeniche o festività, anche se un pomeriggio libero ogni tanto si riesce a ritagliarlo».

La malga a Memmo di Collio © www.giornaledibrescia.it
La malga a Memmo di Collio © www.giornaledibrescia.it

Dalla malga escono miele, marmellate e altri prodotti, acquistati da chi passa anche come idee regalo e bomboniere. Non c’è una cucina aperta al pubblico, ma gli escursionisti possono fermarsi su prenotazione.

Per la sindaca Mirella Zanini esperienze come questa hanno un valore che va oltre la singola azienda. «La gestione degli alpeggi è fondamentale per la cura del territorio e la tutela del paesaggio - sottolinea -. Sapere che un giovane ha scelto di investire qui, con competenza e voglia di crescere, è un segnale importante. Come Amministrazione crediamo che sostenere queste realtà significhi dare prospettive concrete alla montagna e contribuire a mantenerla viva, non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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