C’è chi sogna la comodità del posto fisso, chi uno stipendio a sei zeri e chi, invece, misura le giornate con il rumore dei campanacci, il profumo del fieno e il meteo guardato al mattino prima ancora di guardare le notifiche sul telefono.

Michele Delrio e Luisa Benedetti hanno scelto questa seconda strada. Una vita fatta di albe, animali da accudire e stagioni che scandiscono il tempo più di un orologio o di un calendario. E ora quella scelta diventa più grande: l’azienda agricola El Cavrer si è aggiudicata il bando del Comune di Collio per la gestione della Malga Cascicoli per i prossimi quindici anni.
La loro storia
Michele, 35 anni, è di Paitone. Luisa, che di anni ne ha 28, arriva da Serle. Lui ha animali da quando aveva 11 anni, mentre lei è cresciuta tra le mucche dei genitori, ma la vita da pastora l’ha imparata strada facendo. Si conoscono nel 2018 e nel 2020 salgono in alpeggio a Collio, in Pezzeda. Nel 2023 erano dovuti scendere a metà stagione dopo una grandinata. Poi sono arrivate le gravidanze, una nel 2024 e una nel 2025, e la scelta di restare a casa. Ma la montagna continuava a chiamare.

«Abbiamo guardato anche malghe in Trentino – racconta Michele –: bellissime, ma qui a Collio ci siamo sempre trovati bene. Dalla Giunta agli abitanti, tutti super ospitali».
Impegno
E così la famiglia riparte da qui, con un progetto che chiede impegno, canone da sostenere e lavori di miglioramento. Mentre parla al telefono Michele è in mezzo alla natura. «Sono inginocchiato nel prato con la forca in mano - racconta -. Non passa una macchina, sento solo gli uccellini». Poco distante da lui ci sono la compagna e le figlieMartina e Giulia che, insieme a due cani, badano a un gregge composto da trecento tra capre e pecore. Prima di dedicarsi all’azienda agricola, Michele ha fatto per oltre dieci anni il muratore. «Sì, economicamente magari sarebbe più redditizio altro. Però vuoi mettere stare dietro al fieno, al silenzio, all’aria aperta? Nessuno che ti stressa».

La vita in alpeggio, però, romantica lo è solo a metà. Perché significa pioggia, freddo, notti corte e giornate infinite. Eppure Luisa non ha mai mollato. «Il 2020 è stato il suo primo anno da pastora: 152 giorni d’alpeggio. Non mi ha mai detto di non farcela - racconta Michele -. Anzi, è lei che mi spinge avanti e mi dice: ce l’abbiamo sempre fatta».
E poi ci sono le bambine, cresciute tra stalla e pascoli. Martina, la più grande, è nata giovedì 11 aprile: la domenica era già a casa e il martedì successivo la mamma era di nuovo in stalla. «Il 26 aprile era con noi nel bosco a fare legna, nel suo ovetto».
Ora la nuova avventura alla Malga Cascicoli è pronta a cominciare. Luisa resterà in quota fino a fine settembre con le bambine, poi scenderà per l’inizio della scuola, mentre Michele continuerà fino a ottobre inoltrato. Sempre in movimento, sempre all’aperto.



